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Silvia e il volley, che passione

La pallavolo è uno degli sport più praticati dalle ragazze, e perciò abbiamo intervistato Silvia Salmistraro, capitano del Cadoneghe Volley, per conoscere meglio questo sport così diffuso anche nelle realtà provinciali del territorio padovano.
Silvia, hai fatto altri sport prima di avvicinarti alla pallavolo?
“Quando avevo 7 anni ho iniziato a prendere lezioni di nuoto. A 8, spinta da mia sorella più grande, ho affiancato al nuoto anche la pallavolo che, nel giro di qualche anno, è diventata la mia passione”.
Cosa o chi ti ha avvicinato alla pallavolo?
“Quando ero piccola, quasi tutti i pomeriggi, andavo in patronato con mia sorella a giocare a pallavolo. È stato così che mi sono avvicinata a questo sport”.
In quale squadra giochi oggi e in che ruolo?
“Nell’ultima stagione ho giocato con il Cadoneghe in serie C. Sono un attaccante laterale”.
Qual è il rapporto con i compagni di squadra fuori dal campo?
“Ho sempre avuto la fortuna di trovare persone con le quali mi sono trovata bene quindi c’è spesso la voglia di trovarsi fuori dal campo per un aperitivo o una serata insieme”.
Durante il campionato quante ore a settimana ti alleni e quali sacrifici sei costretta a fare?
“Mi alleno più di sei ore a settimana. I sacrifici sono molti, però amo quello che faccio. Non nascondo però che ci sono delle sere, soprattutto d’inverno, in cui preferirei, dopo una giornata di lavoro, rimanere tranquilla in divano”.
Il calcio continua a farla da padrone in Italia e in televisione, mentre gli altri sport vengono alla luce solo durante eventi importanti. Pensi che le altre realtà sportive, al di fuori del calcio, abbiano vita facile?
“A Cadoneghe, come in tutte le altre realtà sportive del padovano, e forse d’Italia, è il calcio lo sport principale, sia a livello di popolarità che a livello economico. Gli altri sport sono costretti a rimanere in secondo piano”.
Quali sono le tue altre passioni oltre la pallavolo?
“Rimanendo in ambito sportivo sono molto affezionata allo sci che pratico tutti gli inverni sin da quando mio papà, all’età di 7 anni, mi ha messo gli sci ai piedi”.
Dove ti vedi tra dieci anni?
“Questa non è una domanda semplice. Sicuramente avrò abbandonato la pallavolo agonistica e dedicherò il mio tempo al lavoro e, molto probabilmente (visto che avrò 36 anni), alla famiglia”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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