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Via Respighi, la minoranza chiede chiarezza

Continua a tenere banco ad Adria la querelle tra l’assessore Federico Simoni e la minoranza consiliare. L’assessore come già più volte segnalato dai portavoce Idv-Sel, Pd e Nuovo Polo per Adria sarebbe reo di aver mentito a riguardo del suo stato di famiglia al momento dell’acquisto da parte dei suoi familiari ad un prezzo stracciato del terreno pubblico di Via Respighi, attraverso un’asta comunale. Con una comunicazione congiunta le forze di minoranza hanno commentato tutta la questione descrivendone i fatti nei dettagli. “Pur essendosi recato personalmente solo alla fine dello scorso anno presso l’ufficio anagrafe del Comune per sottoscrivere la richiesta di cambio di residenza, Simoni, nel consiglio comunale dal 1° marzo di quest’anno, non ha esitato a sostenere che non era più nello stato di famiglia dei genitori quando gli stessi hanno partecipato all’asta ed acquistato il terreno di via Respighi a trattativa privata. Puerile è il suo tentativo di invocare ingenuità e non conoscenza della legge, è un atteggiamento che non gli fa onore visto il ruolo che attualmente ricopre”. “Goffo il suo modo di reagire palesemente non credibile e fuori luogo, condito di invettive, di vittimismo e di denigrazioni. Non c’è niente di personale e di pregiudiziale verso l’assessore Simoni; noi abbiamo assunto un atteggiamento di vigile fermezza verso l’arroganza e la protervia dimostrate nella vicenda – continua l’agguerrita nota divulgata da Stefania Tescaroli a nome di tutti i gruppi consiliari di minoranza che sottolinea l’importanza del ruolo istituzionale ma soprattutto la coerenza – noi svolgiamo un ruolo istituzionale e politico; non ci fermeranno certamente le intimidazioni di querele così come non saranno le sue provocazioni a farci decidere quando rivolgerci alla Magistratura. Sappiamo che c’è un procedimento in corso, noi ribadiamo la nostra fiducia nell’attività effettuata dall’organo inquirente sicuri che anche su questo versante si saprà distinguere il sacro dal profano. Tutto il centrodestra sa bene che sulla questione “Respighi” non c’è accanimento dell’opposizione ma una richiesta ormai generalizzata e forte che sale dall’opinione pubblica che reclama chiarezza, trasparenza ed atti conseguenti”. Non sembra proprio rifiutare l’idea dell’accanimento personale l’assessore in persona che rispondendo alle accuse della minoranza ribadisce la sua posizione con una nota di amarezza. “Ci risiamo. A cadenza regolare, direi quasi pianificata, appaiono sulla stampa attacchi diretti al sottoscritto, dettati, a questo punto non rimane altro motivo, da odio o astio personale che qualche pseudo-esponente politico di minoranza ha nei miei confronti, piuttosto che da reali motivi di fondo.” A difesa di Simoni è intervenuto anche il Sindaco Massimo Barbujani che ha ribadito come sia necessario evitare strumentalizzazioni su fatti di dominio pubblico e sottolineando che tutti gli atti sono stati regolarmente registrati e liberamente consultabili.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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