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Cementerie, è polemica

La questione dei rifiuti nelle cementerie è tornata di stretta attualità a seguito della richiesta della Cementeria di Monselice di utilizzare ceneri e gessi nel processo produttivo. Una notizia che ha avuto un seguito quasi da telenovela con tutto l’universo politico monselicense in totale subbuglio. Il nocciolo della questione è semplice: una parte (in primis il sindaco Francesco Lunghi) sostiene che non verranno in nessun modo utilizzati rifiuti nel combustibile che entrerà nei forni della cementeria. Ma dall’altra parte (con il consigliere Francesco Miazzi in prima linea) fanno notare che se i rifiuti o gli scarti industriali non vengono bruciati, ma finiscono “nell’impasto”, il danno c’è comunque. “Per capire come funziona la produzione del cemento, possiamo utilizzare come esempio il forno di cucina — spiega Miazzi – Per fare una torta, si prepara l’impasto e lo si versa nella teglia. Il fuoco sotto provvede alla sua cottura. Chi entra in cucina potrà sentire i piacevoli profumi rilasciati dagli ingredienti. Per fare il cemento si usano il calcare e l’argilla, si butta nella “teglia” e si scalda utilizzando vari tipi di combustibile. Lo capisce anche un profano che se al posto di calcare e argilla si inseriscono fanghi industriali, ceneri, scarti di lavorazione o rifiuti industriali, il “profumo” che si libererà nell’aria sarà ben diverso e fortemente caratterizzato da inquinanti di vario tipo. Nel 2005 a seguito del fenomeno degli “odori acri”, sulla base delle analisi Arpav, la Provincia di Padova sospese le autorizzazioni all’uso dei rifiuti nel processo produttivo, proprio alla Cementeria di Monselice. Queste cose il Sindaco di Monselice le dovrebbe conoscere, ma continua imperterrito nella strategia della confusione”.
Ma il primo cittadino è del parere opposto. “Dire che la Cementizillo ha chiesto di poter bruciare rifiuti è clamorosamente sbagliato — risponde Francesco Lunghi – vorrei dare ai cittadini di Monselice una rassicurazione in più: l’amministrazione che ho l’onore di rappresentare, non approverà e non permetterà mai che nei forni degli stabilimenti presenti a Monselice, vengano usati rifiuti come combustibile. Gli scarti che l’azienda chiede di poter riutilizzare nel processo produttivo, andranno a sostituire i materiali che servono per creare il cemento, riducendo così l’apporto di materie prime naturali (argilla, calcare, gesso naturale) nel processo di produzione del cemento. Si tratta di una decisione che tra l’altro è perfettamente in linea con il Testo Unico Ambientale e con le Direttive di Recupero dei Rifiuti Europee, in quanto permette una gestione virtuosa del rifiuto stesso”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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