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Geometra condannato dal tribunale di Rovigo

L’inaugurazione della bretella di collegamento tra via Stradonazzi e lo svincolo tra la statale Romea e la provinciale “Cao Marina/Porto Levante”, era stata salutata con entusiasmo dall’Amministrazione comunale e dalla cittadinanza, in quanto finalmente veniva posto la parola fine ai pericoli per gli automezzi in transito sulla Romea, vista anche la vicinanza dell’area industriale che ospita tra gli altri i capannoni dei cantieri navali Visentin. Ma l’aspetto degli espropri, che la realizzazione dell’opera aveva resi necessari, invece non è stata definita mai. La parola fine in questo caso è stata posta alla fine del mese scorso dal giudice del tribunale di Rovigo, Giuliano Stigliano Messuti, che ha disposto la condanna di otto mesi di reclusione al responsabile dell’ufficio Tecnico portovirese, Antonio Lazzarini, (pena sospesa), colpevole a suo avviso del reato di falsità ideologica in atti pubblici. Per comprendere le ragioni della sentenza però è necessario fare qualche passo indietro e cioè tornare alla fase degli espropri e il relativo indennizzo verso coloro che avevano ceduto parte dei loro fondi agricoli per permettere la realizzazione del nastro d’asfalto. Bene, il funzionario comunale nel 2005 aveva attestato di aver disposto presso la cassa depositi e prestiti di Rovigo la somma spettante anche alla famiglia del defunto Giovanni Ghezzo (destinatario dell’indennità) ma così non è risultato essere. Infatti, come dimostrato dal Pm Lorenzo Sparapan, in occasione delle tre udienze del processo, agli eredi del Ghezzo non era stato stanziato un centesimo. “Ora ha spiegato, invece il legale degli eredi di Giovanni Ghezzo – Alessandro Marangoni – chiederemo un risarcimento in sede civile e attenderemo la sentenza del tar contro il provvedimento.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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