Home Rodigino Il Polesine chiede un trattamento particolareggiato

Il Polesine chiede un trattamento particolareggiato

Per il Polesine l’acqua è sempre stata un problema: è troppa o troppo poca, come in quest’ennesima estate siccitosa, oppure costa un patrimonio.
Nella fattispecie è quest’ultimo aspetto ad essere stato recentemente preso in consideraione dai soci di Ato Polesine. Infatti, dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale della legge 17 dello scorso 27 aprile, per effetto dell’articolo 7, le bollette dell’acqua di tutti gli utenti veneti sono state assoggettate ad un aumento del 3% da destinare ad interventi sul miglioramento della qualità delle risorse idriche dell’area pedemontana.
La legge votata degli esponenti di Palazzo Balbi ha già ricevuto diversi biasimi, tra i quali quelle rivolte a mettere in evidenza il fatto che mentre da anni i polesani chiedono interventi per migliorare le acque del basso corso del Po e dell’Adige, visti gli alti costi di potabilizzazione, ora appare quantomeno paradossale che la Regione chieda ai polesani di pagare la depurazione delle acque dell’alto Veneto. Anche il sindaco di Lendinara, Alessandro Ferlin, è entrato nella quoestione, presentando una mozione lo scorso 17 luglio si è aggiunta anche quella del sindaco di Lendinara, Alessandro Ferlin, che ha ottenuto il voto favorevole degli altri 23 sindaci soci dell’Ato rodigina. Nella fattispecie il primo cittadino lendinarese ha chiesto un incontro con gli assessori regionali per chiedere, così come è stato fatto in occasione degli accorpamenti previsti dal Piano sociosanitario, un trattamento di favore per la provincia di Rovigo, visto che già paga le bollette più alte dell’intero Veneto.
Nel caso degli accorpamenti degli ospedali, infatti, la Regione ha accondisceso la richiesta di non unire Rovigo ad Adria riconoscendo al Polesine un trattamento differenziato, essendo un’area equiparabile ai territori montani o lagunari. Nel caso però che tale trattamento non venga riconosciuto, per quanto riguarda il costo dell’acqua, Polesine Acque, gestore del servizio idrico integrato, sarebbe costretta a pagare alla Regione la cifra tonda di un milione di euro. Va detto, tuttavia, che su tale ipotesi pende anche il ricorso che il Consiglio dei ministri ha inoltrato nei confronti della legge regionale, ritenendo che interventi del genere siano competenza dello Stato e non della Regione.
Quindi lo sblocco dell’intera situazione non sembrerebbe essere imminente e tuttavia per sapere se la causa polesana verrà perorata dalla Regione bisognerà attendere l’incontro tra il presidente dell’Ato Polesine Alessio Pachin e dei sindaci Alessandro Ferlin e Fabrizio Fenzi con i consiglieri di palazzo Ferro Fini e l’assessore Isi Coppola, che nel momento in cui questo giornale è andato in stampa non era ancora avvenuto.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Le più lette