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Il calzaturiero non teme la crisi

C’è un comparto industriale-artigianale che in Riviera del Brenta tiene e bene: è quello del calzaturiero. Una realtà sviluppata nei comuni di Stra, Vigonovo, Fossò e Fiesso che, oltre a mantenere i posti di lavoro, nel giro di pochi mesi con ogni probabilità li aumenterà. Vediamo le cifre: il comparto calzaturiero della Riviera del Brenta tiene, e cala in termini di fatturato solo del 3% nell’ultimo semestre in confronto al semestre precedente. Ci sono già però i primi segnali concreti di espansione e con questi l’arrivo a breve di nuove assunzioni. Nel segmento del lusso l’export ha segnato nel primo trimestre dell’anno, una crescita del 14% (da 93,3 milioni nei primi tre mesi del 2011 ai 106,2 milioni del periodo gennaio-marzo di quest’anno). Il lusso continua ad andare bene, insomma, ma non tutte le aziende della Riviera riescono a vivere di solo lusso. Restano inalterati per tutte comunque i livelli occupazionali. Il distretto calzaturiero fra i comuni del padovano e quelli del veneziano vede al lavoro 806 imprese per 12.100 occupati. Ma non resteranno quelli che sono. Alla fine saranno 300 in più, a fine anno. I dipendenti lasciati a casa nel corso del 2011 sono stati pochissimi. Punto di svolta saranno le fiere di Milano e Düsseldorf. Intanto nelle scorse settimane è stato siglato un accordo sindacale che vede dei premi in base all’aumento della produttività. Un accordo che è stato messo in forse fino all’ultimo, ma che alla fine Acrib e parti sociali hanno sottoscritto, dando un segnale così che solo incentivando qualità e produttività si batte la crisi e non diminuendo il costo del lavoro. Il premio di vantaggio concordato fra sindacati e Acrib varia in base all’utilizzo degli impianti e poi alla presenza individuale. L’importo massimo previsto è di 1.070 euro, quello minimo di 480 euro. L’intesa vale per tutti gli addetti dell’industria calzaturiera delle aziende che hanno siglato l’intesa, che sono 4.500. A differenza di altre aree calzaturiere nazionali la contrattazione di politiche industriali e la valorizzazione delle risorse umane ha permesso al distretto del Brenta di contenere gli effetti della crisi in atto.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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