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Imu stabile, cresce l’Irpef

L’intenzione è quella di non pesare troppo sulle tasche delle famiglie e di recuperare denaro dai redditi più alti piuttosto che dalle imposizioni sulla casa. L’amministrazione quindi sceglie di non aumentare l’ex Ici mentre rivede verso l’alto l’addizionale sui redditi. Nessun ritocco, pertanto, per l’Imu che resta alle aliquote stabilite dal Governo mentre sale dello 0,15 per cento l’addizionale Irpef. Per recuperare parte del mezzo milione di euro che viene a mancare alle casse comunali l’amministrazione recuperare una parte dell’avanzo di bilancio 2011 e 190 mila euro dal via libera all’apertura del nuovo centro di articoli di elettronica in zona industriale. Un’operazione contestata dai commercianti, con l’Ascom sul piede di guerra che ha già annunciato un ricorso al Tar, la quale però porta del denaro contante a Palazzo Zen.
“Rispetto all’anno scorso mancava all’appello un milione di euro – spiega il sindaco Antonio Ruzzon – con l’Imu alle aliquote “nazionali” raccoglieremo circa metà di questa somma. In questo momento non ci sembra il caso di infierire sulla proprietà immobiliare e in particolare sulle prime case, quindi abbiamo scelto di non aumentare l’imposizione. Ci sembra più equo recuperare qualcosa alzando di poco l’addizionale Irpef, che passa dallo 0,5 allo 0,65 per cento, ferma restando l’esenzione per i redditi più bassi, sotto i 7.500 euro. Questo aumento corrisponde ad un gettito di poco inferiore ai 200 mila euro. Poi aggiungiamo i 190 mila euro dalla nuova attività commerciale in zona industriale, di cui 70 mila di oneri di urbanizzazione e 120 mila come atto unilaterale per il cambio di destinazione d’uso del capannone.
Si tratta di una somma importante che altrimenti avremo dovuto recuperare in altri modi. I 110 mila euro mancanti li copriamo con la parziale applicazione dell’avanzo di amministrazione. In questo modo riusciamo a tenere in piedi il bilancio senza aumentare troppo le tasse”.
Per i servizi a domanda individuale infatti l’unico ritocco verso l’alto è quello della mensa, i cui buoni pasto passano da 3,10 euro a 3,60 euro. “Non aumentiamo invece il trasporto scolastico, pagato per il 75 per cento direttamente dal Comune. – aggiunge Ruzzon – Lo sforzo fatto dall’Amministrazione, assieme a tutta la struttura comunale, è stato quello di limitare, per quanto possibile, l’aumento del carico fiscale verso la cittadinanza, garantendo, nel contempo, il mantenimento dei servizi generali, anche grazie ad una graduale e costante razionalizzazione delle spese di funzionamento del Comune. Nella redazione del bilancio abbiamo tenuto in debita considerazione l’influsso negativo sull’economia reale del Paese generato dalla crisi finanziaria globale in atto ormai dal 2008. Fatto che continua a pesare sulla tenuta del tessuto economico del territorio. Da parte nostra ci proponiamo di mantenere gli interventi predisposti negli anni precedenti in termini di contenimento del disagio sociale.
Nonostante la crisi dell’edilizia prevediamo, comunque, un trend positivo degli introiti derivanti dai permessi di costruzione, diretti a finanziare non solo gli investimenti ma anche parte delle spese correnti. Un bilancio all’insegna del risparmio e della riduzione di spesa – conclude Ruzzon – senza però incidere sulla qualità dei servizi”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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