Home Rodigino Parco Maddalena, esproprio sì ma con il “se”

Parco Maddalena, esproprio sì ma con il “se”

Parco Maddalena, la via dell’esproprio è percorribile ma esistono dei “se”. Il sindaco Bruno Piva ha spiegato che dopo la levata di scudi iniziale da parte delle società Reale e Cefil, che aveva comportato il ricorso al Tribunale regionale amministrativo e alla recinzione di parte del parco, ora esisterebbe la volontà di cedere le loro quote, anche con il corrispettivo di una cifra simbolica, ma su di esse esistono delle ipoteche. Ossia la zona del parco recintata è stata impegnata dalle società presso un istituto di credito per ottenere dei prestiti. Dunque, anche a prescindere dalla volontà di Reale e Cefil di sbarazzarsi delle rispettive quote di verde, sussiste il problema di come farlo senza perdere i prestiti già ottenuti. Secondo il primo cittadino una via di uscita si troverà, anche se nel consiglio comunale dello scorso 17 luglio, dove all’ordine del giorno c’era la variazione di bilancio (298 mila euro) per dare copertura economica alle operazioni di esproprio, le cose non sono andate proprio in questo senso. L’operazione, infatti, è stata bloccata dalla confusione durante le operazioni di voto che ha portato la maggioranza a votare in modo contrario rrispetto a quanto era stato deciso dalla Giunta. Ciò non ha tolto al Sindaco la convinzione di andare avanti malgrado ritenga che l’amministrazione precedente abbia commesso un errore nell’impegnare denaro pubblico nella sistemazione di un’area di cui parte sono proprietari dei privati. La genesi dell’intera vicenda, infatti, va fatta risalire al tempo in cui la maggioranza guidata da Fausto Merchiori spese 10 milioni di euro in investimenti per l’area Commenda, 6,8 milioni dei quali andarono all’Ater per la realizzazione di nuovi appartamenti e il restauro di quelli già esistenti. 
Per la Commenda, infatti, era stato stilato un programma e nel 2006 il comune approvò un (Piano intergrato di riqualificazione urbanistica, edilizia e ambientale) per la zona dell’ex ospedale Maddalena, che tuttavia aveva bisogno dell’approvazione della Soprintendenza, visto che esisteva un vincolo, la quale però non si è mai espressa. Nonostante ciò sono stati comunque avviati i lavori sull’area Maddalena, con relativi importanti investimenti di progettazione. Anche se la Soprintendenza respinse il Piruea, per cui le aree interessate dal contratto di quartiere non passano al Comune come compensazione del piano, l’amministrazione ha continuato a intervenire, indebitando il comune per acquistare la proprietà del parco e gli edifici atti a scopi sociali. A oggi il comune non solo non è proprietario dell’area ma ha pure speso quei soldi pubblici per gli interventi.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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