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Safilo, arriva l’accordo

Dalla disperazione alla gioia. E’ questo il sentimento, che ha pervaso sindacati e Rsu e lavoratori dopo il via libera all’accordo per evitare i licenziamenti alla Safilo e di conseguenza anche quelli nel sito di Santa Maria di Sala. Dopo l’ultimo voto in fabbrica, i sindacati hanno comunicato alla direzione di Safilo che l’accordo è di fatto applicativo. Sorprese insomma, non dovrebbero più essercene. Qualche dubbio comunque è in campo. Bisogna capire come si potrà applicare un mega contratto di solidarietà per i lavoratori, e come si farà la ripartizione del fondo da 9 milioni di euro, che l’azienda investirà nei suoi stabilimenti veneti. Intanto però Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uilta-Uil hanno incassato il pieno appoggio dei lavoratori in tutte e tre le sedi venete del gruppo. Due soli astenuti, uno a Santa Maria di Sala, uno a Longarone. Insomma un accordo, che è stato approvato con una percentuale di consenso in fabbrica che sfiora il 100 %. Secondo Mario Siviero, della Femca-Cisl Veneto, “non accade spesso che assemblee molto tecniche come queste terminino con applausi prolungati, che significano sostanzialmente due cose: da una parte il consenso pieno ricevuto, dall’altra un senso di liberazione che è la risposta alla minaccia di licenziamenti, arrivata un mese fa”. Stefano Facin, segretario generale della Filctem-Cgil Veneto in una nota dopo l’accordo dice che: ”Si tratta di un buon esito di fronte al grande lavoro fatto, rispetto al mandato ricevuto dai lavoratori, che chiedevano di evitare i licenziamenti e instaurare una politica industriale in grado di rilanciare l’azienda. I sindacalisti sottolineano la novità di un accordo definito “in controtendenza”. Per la prima volta sono previsti disinvestimenti in Cina, per riportare la produzione in Italia e coinvolgere duemila lavoratori con un contratto di solidarietà. Il contratto di solidarietà partirà a settembre e durerà due anni: ogni tre mesi è previsto un “tagliando” sulla situazione aziendale e occupazionale. Ma visto che si vuole far funzionare l’azienda e non solo guadagnare tempo, i sindacati spiegano che sulla questione sarà fatto il punto della situazione giorno dopo giorno. Nel comprensorio della Riviera del Brenta e del Miranese, oltre alla Safilo, vi sono state anche altre belle sorprese positive, come la Unitrans di Cazzago di Pianiga, che era stata messa in liquidazione e che è stata acquistata e a settembre riaprirà i battenti con un altro nome, cioè Transuni.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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