Home Veneziano Chioggia "Si poteva fare altrimenti"

“Si poteva fare altrimenti”

“Ciò che colpisce non è la quasi obbligata contrapposizione tra il Comune che impone balzelli onerosi dal punto di vista fiscale e chi li subisce. Il problema è che gli operatori avvertono nell’amministrazione la mancanza di volontà di un confronto”. Il consigliere regionale Pdl Carlo Alberto Tesserin denuncia una certa preoccupazione: “Sento moltissimi operatori sfiduciati e questo mi spaventa – commenta – molti di loro sostengono che con il Comune non si dialoga. I nostri operatori invece meritano attenzione. Il malessere non nasce dall’applicazione di questo ulteriore balzello: l’imposta di soggiorno si va ad aggiungere ad altre condizioni negative per chi opera nel settore turistico”.
“Il Comune faccia la parte che fino ad ora si è rifiutato di fare. In famiglia quando i conti non tornano la prima cosa da fare è ridurre le proprie spese e gli sprechi. Questa amministrazione non ha fatto nulla su questo versante”.
“La contrazione dei trasferimenti statali è un alibi per introdurre le tasse locali” critica dall’opposizione Beniamino Boscolo, candidato sindaco del Pdl alle ultime elezioni. “E’ innegabile che in un periodo di crisi come questo i Comuni abbiano difficoltà a chiudere i bilanci in pareggio ma nello specifico caso di Chioggia, analizzando il bilancio, emerge con chiarezza che invece di ridurre la spesa pubblica rispetto allo scorso anno questa amministrazione ha deciso di implementarla di ben 2 milioni e mezzo. Se è inattacabile l’argomento delle minori entrate è anche vero però che la Giunta Casson ha aumentato le spese discrezionali, quelle non necessarie, quelle “politiche”. Non dico di diminuire i servizi ma di mantenere gli stessi livelli di contributi alle associazioni, consulenze, manifestazioni e altro. Non si può a fronte di tali scelte introdurre nuove tasse che mettono in ginocchio le famigilie e le categorie economiche. Nel caso della tassa di soggiorno, essa rischia di essere il colpo di grazia al settore alberghiero, e ricettivo in genere, e quindi all’intero sistema turistico Chioggiotto, in un periodo in cui anche il settore comincia ad avvertire la crisi”.
Gli operatori del turismo si sono recati al Consiglio comunale con una bara, in segno evidente di protesta. “Qui riposa la nostra economia – spiegava uno di essi – non è il momento adatto di introdurre l’imposta di soggiorno. Molti turisti decideranno di soggiornare altrove, dove la tassa non si paga”.
“Non contestiamo la tassa di soggiorno – spiega Alessandro Da Re di Ascom – quanto piuttosto le modalità con cui è stata imposta. Chiedavamo fosse introdotta nel 2013. Non si può decidere di applicarla a dieci giorni dall’arrivo dei turisti e informarli all’ultimo momento che dovranno pagare qualche decina di euro in più”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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