Home Veneziano Chioggia Tassa di soggiorno a Sottomarina

Tassa di soggiorno a Sottomarina

Tassa di soggiorno, un balzello difficile da digerire per gli operatori in tempo di crisi, con la preoccupazione per una stagione che dai primi segnali si preannuncia difficile in partenza.
Nel corso di un movimentato consiglio comunale, lo scorso 21 giugno, si approva l’introduzione della tassa di soggiorno con i voti della sola maggioranza, con l’opposizioone che abbandona l’aula in polemica con la Giunta, e sullo sfondo – nemmeno troppo – le colorite manifestazioni di protesta degli operatori e delle associazioni di categoria.
Da luglio dunque i turisti che soggiornano in albergo a Chioggia dovranno pagare – per i primi 10 giorni – un euro e venti in più a notte, quelli che invece sceglieranno il campeggio 80 centesimi.
“Siamo stati costretti a portare avanti scelte difficili – spiega il sindaco Giuseppe Casson – l’Amministrazione comunale non ha alcuna intenzione di affossare o di far morire il turismo. Ne sono chiara prova tutte le decisioni prese sinora per incoraggiare e per valorizzare questo comparto”. “L’amministrazione – esemplifica dunque il primo cittadino – è stata in prima fila per cercare di rendere operativo il piano casa in tempi brevi, anche in favore della categoria degli albergatori; ha elaborato un regolamento demaniale marittimo che sta facendo scuola a livello regionale; ha introdotto la patente a punti per consentire che la cosiddetta movida si svolgesse in un contesto di più precisa regolamentazione; sta promuovendo culturalmente e turisticamente la città attraverso un calendario di eventi rilevante”.
Il sindaco dunque insiste sulla necessità di far prevalere una linea, in materia di scelte finanziarie, che tenesse presente l’interesse dell’intera città rispetto a quello di una parte di essa.
“Introducendo la tassa di soggiorno – insiste – abbiamo dovuto tener conto della città intera nella sua complessità. L’alternativa all’introduzione della tassa di soggiorno sarebbe stata quella di aumentare l’Imu per la prima e la seconda casa ed eliminare l’esenzione dall’addizionale Irpef per i redditi sotto i 15mila euro, con esiti disastrosi per le fasce più deboli della popolazione e per l’intera economia cittadina”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Le più lette