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Tribunale di Adria, sempre meno speranze

Portava la data settembre 2011 l’emendamento, a firma dell’allora ministro Nitto Palma, rivolto alla riorganizzazione degli uffici giudiziari. Da allora sono iniziati i dolori per il tribunale di Adria in quanto dalla lista delle possibili sezioni da chiudere non è più uscito. In varie occasioni la politica locale, dal Sindaco Massimo Barbujani alla capogruppo di minoranza Stefania Tescaroli, fino al consigliere regionale Maurizio Conte, si è prodigata presso il ministero per dimostrare con vari argomenti il disagio che in un territorio come quello bassopolesano si verrebbe a creare. Non bastassero le chilometriche distanze che dividono i comuni del Delta dal resto della provincia, ci sono i numeri dei procedimenti penali che se trasferiti a Rovigo, come nelle ipotesi, andrebbero ad ingolfare ulteriormente la macchina giudiziaria rodigina. Argomentazioni valide, dunque, che tuttavia oggi paiono non avere più alcuna efficacia, in quanto il decreto legge sulla revisione della spesa pubblica varato dal governo Monti nelle scorse settimane, la così detta spending review, prevede, salvo future modifiche, la chiusura di tutte le 220 sezioni staccate dei tribunali italiani. Insomma, si parla di una vera e propria scure che non lascerà spazio a deroghe di sorta. L’unico aspetto che dall’esecutivo sembrerebbe aver preso in considerazione, infatti, riguarda i risparmi per le casse dello Stato che per il solo 2012 verrebbero alleggerite di quasi tre milioni di euro, mentre la previsione per il 2013 quantificano la minor spesa in più di 17 milioni e nel 2014 la cifra dovrebbe toccare la ragguardevole somma di 31 milioni di euro. Dunque che accadrà se tale decreto venisse confermato dal Parlamento? L’ipotesi più accreditata è quella di un riaccorpamento a Rovigo, compreso ovviamente il personale di cancelleria. In molti, sull’eventualità, hanno già scosso la testa visto la cronica carenza di giudici del tribunale del capoluogo e vista anche la cronica assenza di spazi. Tra gli scettici anche l’avvocato Fulvia Fois, del foro di Rovigo, convinta che tale situazione andrà irrimediabilmente a compromettere l’intero territorio. “Il disagio non riguarderà solo l’area polesana — spiega — l’accorpamento dovrebbe portare anche i cittadini che finora si sono rivolti al tribunale di Este, in provincia di Padova, e quello di Legnago, in provincia di Verona nel capoluogo polesano e considerata la situazione che troveranno mi pare ci siano gli estremi di una legittima preoccupazione. Il tribunale non è servito da un parcheggio, non ci sono i mezzi pubblici per chi arriva da fuori e poi siamo convinti che tutti i giudici accetteranno il trasferimento? Già ora la situazione è abbastanza grave con cause congelate da più di otto mesi. Inoltre non va dimenticato che anche gli avvocati dovranno sopportare trasferte e perdite di tempo più lunghe ed è facile ipotizzare che tutto questo finirà con il far lievitare le parcelle, aumentando inevitabilmente i prezzo della Giustizia. Ci sono i soldi per fare tutti questi adeguamenti? Questo sconvolgimento non andrà ad inficiare il risparmio che il Governo ha annunciato di voler perseguire con la chiusura delle sezioni distaccate?”

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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