Home Veneziano Chioggia “La nostra città è più affine a Venezia”

“La nostra città è più affine a Venezia”

L’occasione è unica e la posta in gioco può diventare ambiziosa se si sa giocare con intelligenza, lungimiranza e competenza. Il consigliere regionale Carlo Alberto Tesserin non esprime un giudizio netto nell’ambito del dibattito relativo al destino di Chioggia, se nella Provincia di Padova ovvero nella città Metropolitana di Venezia.
Il suo ruolo istituzionale, in quanto presidente in Regione della Commissione Statuto, lo impone ma anche la complessità del tema e soprattutto la magmaticità della situazione lo spinge a considerazioni di carattere più ampio della semplice presa di posizione in una diatriba che, oggi così come si presenta, “è più di bottega che di sostanza”, così commenta.
Vent’anni fa Tesserin si espresse a favore di Padova oggi sarebbe più restio a sposare la causa, lo fa capire con uno sguardo orientato con maggiore interesse verso la città metropolitana di Venezia.
Ma il presupposto da cui non si può prescindere è il tipo di Statuto che essa si darà.
“La novità – osserva – è che i sindaci dei Comuni che faranno parte della città metropolitana parteciperanno alla definizione dello Statuto che si daranno. Ed è da questo passaggio che si stabilirà l’attrattiva che essa può avere per Chioggia, così come per gli altri Comuni”. Tesserin pensa che la città metropolitana possa diventare la vera capitale del Veneto se nel suo Statuto sarà esplicità la volontà di cogliere e valorizzare tutte le potenzialità del vasto territorio che essa andrà a comprendere. A partire da Chioggia, che è il Comune in ordine di grandezza più grande dopo Venezia. Sarà la capitale del Veneto se dalla coesione saprà trarne la propria forza, sia al suo interno, sia in relazione a tutto il territorio regionale. “Oggi nei fatti – osserva tuttavia – non colgo questa sensibilità nè questo tipo di orientamento”. Tesserin insiste dunque sulla necessità di tenere nella giusta considerazione, all’interno della città metropolitana, le specificità che la compongono. “Cosa si pensa a Venezia – si chiede – della pesca? e del turismo a sud della provincia veneziana?” “Noi chioggiotti – prosegue nel ragionamento – dobbiamo sapere in termini operativi qual è lo spazio che ci viene riservato. Dobbiamo poter considerare che entreremo nella città metropolitana uscendo dal nostro storico isolamento”.
Nel piatto della bilancia vanno pur messi i vantaggi della “venezianità” di Chioggia che ha portato alla città non pochi benefici, oltre alle centinaia di milioni di euro con la Legge speciale, Tesserin ricorda l’ultima “conquista” in campo sanitario che ha consentito a Chioggia – proprio perché città lagunare – di salvaguardare da tagli la propria Ulss.
Guarda con interesse alla città metropolitana di Venezia anche l’altro consigliere regionale chioggiotto, Lucio Tiozzo, che tuttavia amplia gli orizzonti e considera utile compiere questo passaggio in vista di un ulteriore obiettivo, in un futuro non molto lontano, ben più ampio e ambizioso: “la creazione – dice – di una macro area, dalla città al sistema metropolitano, che abbia in sè anche Padova e Treviso e che sappia competere – per dimensioni e potenzialità – con le grandi metropoli europee, Parigi e Londra”.
Oggi, tuttavia, l’orientamento è verso Venezia. Una realtà con cui Chioggia ha non poche affinità che peraltro richiedono approcci istituzionali e di governo affini (legge speciale, laguna, pesca, mare, turismo…). “L’abbraccio – osserva Tiozzo – è con Venezia. Basti considerare quanta gente di Chioggia lavora a Venezia, a Porto Marghera, ma anche nei servizi e nel turismo. I nostri imprenditori, soprattutto nel settore del turismo, hanno scelto di investire a Venezia”.
Il punto su cui Chioggia deve concentrare oggi i propri sforzi è semmai quello di farsi riconoscere un ruolo di protagonista, in modo ufficiale nello Statuto, alzando il peso contrattuale nei confronti di Venezia. “Perché se è vero che Chioggia ha bisogno di Venezia, – osserva l’esponende del Pd – è altrettanto innegabile che anche Venezia ha bisogno del suo entroterra”.
Il confronto è aperto, la volontà di chi governa la città – lo ha fatto sapere il capogruppo consiliare del Pd Mauro Boscolo Bisto – è quella di confrontarsi con tutte le categorie economiche, sociali e gli oltre mille firmatari della iniziativa di Pino Penzo. “Ma l’ultima parola – sottolinea Tiozzo – dopo un lungo e attento confronto spetta al Consiglio comunale – maggioranza e opposizione – che una volta fatta sintesi esprimerà una posizione definitiva”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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