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“Unione di servizi locali”

Sul Parco Colli Euganei si è abbattuta l’ennesima tremenda scure. Il decreto legge regionale 286 ha infatti riformato l’amministrazione dei parchi, fermando il recente processo di rinnovamento. Il Parco Colli, aveva colto la necessità di un impegno trasversale senza più distinzioni politiche tra maggioranza e minoranza e puntava a porsi come regista di un disegno di valorizzazione e di sviluppo del territorio dei 15 Comuni che lo compongono. “E’ una proposta assolutamente carente e deleteria — ha tuonato Giancarlo Piva, sindaco di Este — Si sta tentando di demolire il Parco Colli che deve essere considerato una risorsa per il territorio e non uno spreco. Di fatto si sta togliendo la gestione dell’ente da parte dei Comuni: e lo sta facendo una Regione che parla tanto di federalismo. In tempo di crisi è normale che vi sia l’esigenza di riformare, ma in questo modo non si produce un vero risparmio. Al contrario, si crea un danno per tutto il territorio. Senza contare che viene a mancare una regia sovracomunale”. E’ sulla stessa linea anche Antonella Buson del Comitato Esecutivo Parco Colli. “La nuova legge sui parchi che arriva travestita da proposta tecnica di razionalizzazione e risparmio — commenta – si rivela invece come proposta politica che incide non tanto sulla spesa, quanto su ogni profilo giuridico, funzionale ed operativo accentrando il potere gestionale e di governo nella Regione. Risulta facile dimostrare che il risparmio previsto dalla Regione non ci sarà in quanto il direttore (che è ora un dirigente già dipendente dell’Ente) e il Presidente (che non percepisce alcuna indennità) sicuramente costano attualmente di meno di quel che costeranno queste figure quando saranno nominate dalla Regione. E’ difficile giustificare il fatto che nelle previsioni di questa legge sia soppresso ogni organo deliberativo territoriale e che ogni decisione venga quindi presa in modo anti-democratico direttamente da Venezia”. Insomma, ne risulta un Parco Colli completamente svuotato della sua autorità. Una sorta di fallimento quindi, viste le lungimiranti motivazioni con cui era stato costituito anni fa. “E’ grave che al Parco vengano sottratte tutte le competenze in materia urbanistica ed in particolare l’autorizzazione paesaggistica per caricarle sui 15 Comuni che sono già in difficoltà per le scarse risorse economiche e sono spesso sforniti delle figure tecniche per risolvere tali competenze. Inoltre ci si chiede quale tutela paesaggistica sarà assicurata al nostro territorio se ci saranno 15 modi diversi di applicare le norme urbanistiche. Ritengo che la soluzione giusta sia un potenziamento del Parco, della sua regia sovra-comunale, del suo ruolo di rappresentante e promotore dello sviluppo del territorio dei Colli Euganei. In quest’ottica i Comuni del Parco, che sono tenuti dalle recenti normative nazionali a mettere in unione o convenzione i loro servizi, potrebbero trovare proprio nell’Ente Parco Colli la loro unione di servizi”. L’ente era stato costituito proprio perchè i Comuni collinari hanno caratteristiche territoriali e obiettivi strategici molto simili e la collaborazione doveva permettere una risoluzione dei problemi molto più celere con un notevole risparmio di risorse. Senza contare che si cercava di ottenere maggiori contributi. “Il Parco Colli potrebbe diventare il vero motore trainante di un modello di valorizzazione e sviluppo dell’area per confermare il ruolo strategico che la normativa nazionale riserva alle amministrazioni locali nei processi decisionali delle risorse del territorio — continua Buson – il Parco è una realtà che non può essere sottratta al territorio”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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