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Dopo una guerra politica è nata Ecoambiente

Dallo scorso 24 agosto la gestione dei rifiuti in Polesine è di competenza di una sola società: Ecoambiente, il cui Cda è composto da Massimo Nicoli, in qualità di presidente, Angelo Bragiotto e Ferruccio Lembo. Le due aziende che se ne occupavano in precedenza: Asm a Rovigo, ed Ecogest, in tutto il testo del territorio provinciale, sono state definitivamente fuse insieme anche se il processo è stato tutt’altro che semplice e ha dato luogo ad una vera e propria guerra politica conclusasi con la vittoria del Centrodestra e lo smacco per il Centrosinistra che considera tuttavia l’intera operazione “sub judice” visto che alcuni passaggi, a suo avviso, sono stati reputati illegittimi. Illecito ad esempio per il Pd Polesano è stato il modo di intervenire del presidente del Consorzio Rsu Pierluigi Tugnolo che con un colpo di mano lo scorso 9 luglio, ottenendo il mandato dal Consiglio di amministrazione solo qualche settimana dopo, ha decapitato il Cda di Ecogest di Giovanni Giribuola, Sandro Gino Spinello e Luigi Viaro, rei di aver fatto ostruzionismo al procedere della fusione. Secondo la ricostruzione fornita dai tre, invece, la richiesta era di una proroga di ulteriori dieci giorni per ottenere una nuova perizia visto che a loro avviso la stima sul valore di Ecogest è stata al di sotto del vero valore della società. “Una società come Ecogest — hanno ribadito i tre in un comunicato — non può avere lo stesso valore di Asm visto che la prima serve circa duecento mila abitanti e la seconda solo la città di Rovigo”. Però le due aziende sono state equiparate e fuse per dare vita a Ecoambiente una Srl con 5 milioni di capitale sociale e una durata statutaria prevista fino al 2050 in mano quasi per due terzi dal comune di Rovigo e il resto al Consorzio Rsu che rappresenta il resto dei comuni polesani. Secondo i contestatori è evidente lo sbilanciamento di forze che la fusione ha creato tra gli enti locali. “Non capiamo — continua il comunicato a firma dei tre ex consiglieri di Ecogest — il silenzio con il quale alcuni sindaci hanno accettato questo trasferimento di capitali dai propri comuni a quello capoluogo”. Gli scontri tuttavia sono stati sull’intera linea dei due schieramenti con grovigli di reciproche accuse sconfinate anche all’interno delle stesse coalizioni, come nel caso del Pd, arrivato a mettere in forse l’alleanza con la Federazione della Sinistra dopo la revoca del Cda ad opera di Tugnolo, dal quale tuttavia FdS aveva già preso le distanze, e querele come nei confronti del primo cittadino rodigino Piva, denunciato da Viaro, Giribuola e Spinello per aver imputato loro la responsabilità di una lettera nella quale un imprenditore del Nord Est (anonimo) chiedeva spalleggiamenti ad esponenti del Centrodestra per vincere l’appalto sulla discarica. Insomma una lotta politica senza esclusione di colpi nella quale si è inserito anche il Movimento a cinque stelle, con dichiarazioni di biasimo ad indirizzo sia del Centrodestra che del Centrosinistra ipotizzando, ma nenache tanto velatamente, che ad animare le forze politiche sia stata più che altro l’alta posta in palio piuttosto che lo spirito di servizio.“La tensione palpabile durante le discussioni, il lavoro frenetico ed incessante delle segreterie, dei sindaci di Destra e Sinistra, l’agitazione da un lato e la fretta dall’altro non certo si addicono – a nostro avviso, spiega Barbara Businaro in un comunicato stampa — ad un gruppo di amministratori che a loro dire lavorano solo per cercare il bene della comunità”. Più esplicita la collega rodigina Michela Furin con un altro comunicato ha parlato “di un affare ghiotto” per quanto riguarda la gestione dei rifiuti del Polesine e di una guerra tra fazioni politiche che di certo non ha tenuto conto dei reali interessi dell’utenza. Interventi bollati come qualunquisti dal consigliere del Pd Caterina Zanetti. “Il Movimento a cinque stelle non può pretendere di ergersi al di sopra delle altre forze politiche e rilasciare patenti di moralità. Il Pd ha condotto la propria battaglia politica con numeri alla mano, quando altri hanno preferito semplicemente restare a guardare”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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