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Peem, bufera sui bilanci

Non si placano le polemiche che periodicamente investono la società di pianificazione euganea Este Monselice, conosciuta come Peem. Il suo obiettivo è “la diretta gestione dei servizi pubblici per la produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali ed a promuovere lo sviluppo economico e civile nell’ambito delle aree produttive nuove e da riqualificare dei territori dei Comuni soci” e le quote azionarie sono divise tra Comune di Monselice al 25,50%, con identica quota da parte del Comune di Este e con il 49% da un socio privato, la Vibrocemento Veneta Spa.
“L’unica cosa concreta, realizzata da questa società, è stata la costruzione nell’area industriale di Ca’Oddo, di un edificio pubblico ad uso direzionale con spazi destinati a servizi — commenta il consigliere comunale Francesco Miazzi – i lavori di costruzione dell’edificio, del costo di 1.703.000 euro, sono stati finanziati con i fondi del Patto Territoriale Generalista della Bassa Padovana. L’agibilità dell’immobile è stata rilasciata a fine del 2005. Il Consiglio d’Amministrazione è composto di due consiglieri nominati dal Comune di Monselice, due dal Comune di Este e due dal socio privato.
Il totale delle perdite in questi 6 anni è di circa 435.000 euro. Questo nonostante che il Comune di Monselice dal febbraio 2009, abbia preso in affitto un locale vuoto della Peem, per collocare i libri antichi, con un costo annuo di circa 18.500 euro. In questi anni l’edificio è stato nella sostanza inutilizzato e salvo sporadiche iniziative, la società non ha svolto alcuna attività significativa. In compenso al presidente è assegnato ogni anno un trattamento economico di euro 8.500 e ai consiglieri si attribuiscono euro 100 per ogni seduta.
Poi ci sono ogni anno 2.000 euro per i due sindaci del collegio sindacale e 3.000 euro per il presidente di tale collegio. In pratica si spendono circa 20.000 euro l’anno per amministrare una società senza una struttura amministrativa-commerciale che produce solo perdite. Non intendiamo rassegnarci e chiediamo al primo cittadino di illustrare la situazione ed i propositi in atto per questa società”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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