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“Il territorio è a rischio”

Autunno, stagione di piogge per antonomasia. “Cadoneghe non è un’isola e affinché tutto funzioni anche in presenza di “anomalie” meteorologiche occorre che anche i territori e gli enti contermini facciano il loro dovere in termini di raccolta e regimazione di acque nere e bianche”. Ad affermarlo è il primo cittadino di Cadoneghe, Mirco Gastaldon che non ha dubbi sul fatto che sistema idraulico del territorio sia particolarmente fragile e complesso, soprattutto in questa stagione.
“A monte di Cadoneghe, in alcuni Comuni dell’Alta padovana — aggiunge il primo cittadino -, la rete fognaria è mista. Quindi, quando arrivano forti piogge le acque arrivano da noi senza controllo e i tombini esplodono in quanto la rete fognaria recapita al depuratore ubicato a Cadoneghe e che serve ben 65 mila abitanti equivalenti. Ma vediamo cosa accade: le fogne si riempiono d’acqua e a Cadoneghe si riversa anche lo sporco delle fognature. Le ondate d’acqua che si finiscono per riversar sul nostro territorio comunale sono, a dir poco, impressionanti”.
Il sindaco punta quindi l’attenzione sull’assetto idraulico del territorio ad elevato rischio per la sua fragilità. “Questo sistema, purtroppo, ha una tenuta limitata ed ogni potenziamento ha costi elevati ai quali non ci sottraiamo in quanto sono sotto la nostra responsabilità la progettazione e l’individuazione delle possibili soluzioni. Con grande sacrificio economico realizzeremo, comunque, ulteriori opere idrauliche — conclude Gastaldon -. Lo abbiamo chiesto e continueremo a chiederlo: Etra e il Consorzio acque risorgive devono fare la loro parte in termini di vigilanza e di investimenti. Occorre bloccare i sistemi di sollevamento a monte, applicare valvole di intercettazione e chiusura della condotta fognaria, allargare gli scoli consortili”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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