Home Padovano Conselvano “Una colata di cemento che non porta vantaggi”

“Una colata di cemento che non porta vantaggi”

L’adozione del nuovo Piano di Assetto Territoriale (Pat) non è certo piaciuta al gruppo consiliare di minoranza di “Voi + Noi” che ha sottolineato come le scelte politiche che guidano il piano sono puramente virtuali e non tengono conto della situazione reale che stiamo vivendo oggi. “Con le problematiche collegate – spiega il capogruppo, Massimo Cavazzana – proporre un piano di 176 mila nuovi mq pari a 176 mila mc edificabili è irreale, tenendo conto che abbiamo 292 mila mq produttivi e 147 mila mq abitativi ancora da sviluppare. Queste aree, a suo tempo proposte in accordo con la Regione Veneto, tenevano conto di una situazione in forte espansione guidata dalla necessità di decentramento delle aree produttive dell’alta padovana e di altre situazioni precarie o di nuova espansione , dalla possibilità di localizzarle nel nostro territorio e di prevedere un conseguente sviluppo abitativo. Le nostre comunità vedono un cambiamento epocale. Sono cambiate le problematiche, quindi ci chiediamo se alle imprese interessano ancora questi investimenti “. Secondo “Voi + Noi” questo piano non tiene conto della crisi che attraversa il settore delle costruzioni e che non accenna a diminuire, anche perché i dati di tendenza per il 2012 purtroppo non fanno ben sperare. Mai nel passato l’edilizia in Italia ed in veneto aveva dovuto far i conti con una contrazione del mercato cosi consistente. I dati dell’ Osservatorio CEAV-Unioncamere mettono in evidenza che in quattro anni in Veneto è stato perso un quarto del giro d’affari. Dove prima c’era mercato per tutti, oggi c’e mercato solo per tre imprese su quattro. Sembra che questo dato nel prossimo anno sia destinato ad aggravarsi, portando ad una contrazione di mercato del 50 % rispetto al decennio. Mai nel passato una crisi era stata cosi lunga. Gli effetti sono rilevanti, ma sono soprattutto nuovi per il settore immobiliare. Nel passato le crisi duravano al massimo due anni. Ma nel passato il sistema bancario e finanziario sosteneva il mondo del lavoro, contribuendo a garantire il superamento della fase negativa. Sembra che per i prossimi cinque anni le prospettive saranno ancora negative. “Dobbiamo essere consapevoli – sottolinea Cavazzana – che, se e quando ci sarà l’uscita da questa crisi, il mercato non tornerà ad essere quello di prima. Dobbiamo essere tutti consci che questa è una crisi strutturale, una crisi che modifica profondamente il mercato e che in futuro non permetterà di tornare a produrre tanto quanto si produceva cinque – sei anni fa. II mercato dell’edilizia è in profonda trasformazione, non solo per la crisi, ma anche per le esigenze di riqualificazione urbana e del territorio, dalla ristrutturazione degli edifici all’efficienza energetica e alla bioarchitettura. Inoltre tutti questi metri quadri edificabili sono troppi”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Le più lette