Home Padovano Bassa Padovana Commercio in crisi? Aprono gli “stranieri”

Commercio in crisi? Aprono gli “stranieri”

Il centro di Este si fa sempre più multietnico, a partire dalle attività di ristorazione. L’estate ha infatti tenuto a battesimo ben tre attività ristorative di matrice straniera: un bar orientale, un kebabbaro e un wok sushi. Il primo ha aperto i battenti in via Matteotti, nel salotto buono atestino. I nuovi gestori hanno rilevato l’attività di quello che era noto un tempo come Julie’s. Il bar è stato avviato da una famiglia cinese e si è inserito tra quelli storici dei portici del centro storico, riscuotendo anche una buona accoglienza da parte della clientela. Da metà estate, inoltre, in via Guido Negri ha aperto i battenti “AliBaba Kebab”, proprio davanti all’ingresso dei giardini e del Museo Nazionale Atestino. Un altro kebabbaro si trova già da tempo a pochi metri, in via San Girolamo, sempre in centro. La terza novità, forse la più notevole, riguarda invece il futuro dei “3 Archi”. La famiglia Fantin ha salutato lo storico locale di via Atheste, che ha di fatto chiuso un ciclo cominciato addirittura nel 1968.
La gestione del ristorante passa ad una società cinese, che aprirà un wok sushi, formula di ristorazione che sta avendo una fortuna smisurata in tutto il Nord Italia. Il wok sushi propone cucina cinese e giapponese, cottura a vista, self service, un menu molto vasto e un prezzo limitato. La nuova gestione porterà ad Este una formula nuova, simile a quella che si può trovare nei wok sushi di Due Carrare o Padova. Le pratiche per rinnovare gli ambienti dei “3 Archi” sono già stata avviate, motivo per cui il nuovo wok sushi potrebbe aprire i battenti già entro ottobre. Insomma, il cuore della città parla sempre più straniero e c’è qualcuno che non gradisce la “deriva” gastronomica e culturale.
“E’ importante mettere un argine all’invasione commerciale che stringe a tenaglia il nostro tessuto produttivo — è il commento della leghista Paola Goisis – Da una parte i centri commerciali e dall’altra vediamo adesso le insegne dei piccoli negozi tradursi in arabo con conseguente impoverimento tanto della qualità dei prodotti, quanto della forza dei nostri negozianti che si trovano ad affrontare una concorrenza sleale”.
E questa non è solo una battaglia culturale. La Lega Nord vuole dare anche lezioni di corretta alimentazione. Sul kebabbaro di via Negri, per esempio, il consigliere padano incalza: “L’apertura del negozio di kebab in pieno centro ad Este è una caduta di stile alimentare. L’autorizzazione della giunta comunale di Giancarlo Piva va nella direzione contraria al corretto stile alimentare e alla riqualificazione del centro storico. Sarebbe stato meglio indirizzare il gestore alla commercializzazione di prodotti locali a chilometri zero, evitando di privilegiare un cibo etnico tipico solo del mondo arabo e che non rientra nelle tradizioni gastronomiche della comunità estense”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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