Home Rodigino Dalla casa circondariale proteste inascoltate

Dalla casa circondariale proteste inascoltate

Momento difficile per le carceri italiane, tra le quali si inscrive anche il penitenziario di Rovigo. Contro la precaria situazione carceraria, di recente è scattata un’opposizione a colpi di gavette, partita da Marco Pannella, per denunciare “lo stato di illegalità nel quale vivono le istituzioni italiane e chiedere l’amnistia”. L’agitazione delle sbarre è scattata in tutta Italia, Rovigo compresa. In via Verdi gli stessi residenti sono stati richiamati dal rumore delle sbarre, compreso il primo cittadino, che però ha ribadito l’impotenza dei comuni su una questione nazionale. Nel frattempo l’allarme arriva anche da Livio Ferrari, garante dei detenuti per il carcere di Rovigo, che parla di 130 presenze contro le 60 che il carcere potrebbe ospitare, praticamente più del doppio. Una situazione tesa per il sovraffollamento e per le condizioni generali di vita, specie nella sezione maschile, che registra il doppio dei detenuti ammessi, arrivando alle 90 persone anziché 45. Il disagio si avverte ad ogni passo: le celle anziché due ospitano 4 persone e la situazione viene peggiorata dalla mancanza di aiuti sanitari, a partire dalle stesse Ulss, che avrebbero ridotto le visite e i farmaci specializzati. Intanto, chi ci vive tutti i giorni teme per la propria igiene, per la propria vita. Della totalità della popolazione del carcere, il 35% risulta tossicodipendente e il 50 in attesa di giudizio. Per lo più i detenuti sono stranieri, spesso privi di titolo di soggiorno e di punti di riferimento a livello locale: il 60% degli uomini e il 75% delle donne sono extracomunitari e molti non hanno commesso alcun reato. ll problema del sovraffollamento è causato in particolare dallo stato di fermo, che si protrae per tre giorni e consiste nell’isolamento in attesa che il giudice decida il destino dei trattenuti. Basti pensare che questa decisione veniva presa, prima di questa procedura, dal comando dei carabinieri o in Questura. Livio Ferrari è categorico: “Neanche le sanzioni della Ue riescono a smuovere una situazione ai limiti della tortura e ricorda come nella regione Veneto le carceri stiano vivendo un periodo terribile per il livello di popolazione raggiunto”. La prossima emergenza in vista è la futura dismissione degli ospedali giudiziari psichiatrici, perchè restano da capire a chi saranno affidate le persone che ora ci vivono.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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