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La maggioranza non ha dato indicazioni

Di Fortunato Marinata
“Il Polesine rimanga unito”, questo il punto più importante del documento che alla metà del mese scorso ha ricevuto il voto favorevole degli esponenti del Pdl, del Pd e del Nuovo Polo in Consiglio comunale. Tutto il contrario di quello che è successo finora, in quanto sull’argomento del riordino degli enti locali, e conseguente taglio della Provincia di Rovigo, ognuno ha espresso diverse opzioni: dall’accorpamento tout court a Padova o alla città metropolitana di Venezia fino al salto di regione di Occhiobello che vorrebbe addirittura unirsi a Ferrara. Il tema nato in seno alla spending review, del resto, è decisamente importante è ha colto un po’ tutti di sorpresa malgrado la testa della Provincia di Rovigo fosse sul ceppo già da più di un anno, tanto che, il primo ad impugnare l’accetta fu il governo Berlusconi ben prima della sua capitolazione. Ora i tempi stringono, i Comuni insieme alla conferenza permanente Regione-Autonomie locali e alla Regione sono chiamati ad esprimersi sull’ipotesi di riordino. Ipotesi, però, che dal comune di Adria non è uscita in modo così chiaro. Questo almeno è quanto rinfacciato dai gruppi che non si sono allineati alla maggioranza: Idv e Movimento a cinque stelle. In effetti dalla delibera, votata su un documento proposto dal capogruppo del Nuovo Polo Stefania Tescaroli, manca completamente l’indirizzo verso il quale orientare il nuovo assetto istituzionale, prende posizione in merito al principio che sarebbe stato meglio abolirle tutte le provincie e si allinea con palazzo Celio tergiversando nell’attesa di un responso da parte del Tar in merito all’incostituzionalità dell’articolo 17 della spending review. Ma non indica altro, se non il desiderio che il Polesine rimanga unito è l’auspicio per l’avvio di un progetto con altre realtà “in modo da realizzare un’unica grande provincia in cui tutti i territori abbiano pari dignità istituzionali e possano esaltare le proprie specificità storico-culturali, paesaggistiche e socio-economiche”. L’aspetto più sensazionale del voto, invece, riguarada una questione politica, ossia che il gruppo del Pdl a Palazzo Tassoni si sia discostato dalle indicazioni del coordinatore provinciale, Mauro Mainardi, che invece aveva vivamente caldeggiato una fusione con Padova. Per il momento quindi la scelta di Adria va a rafforzare la linea approvata all’unanimità nel consiglio Provinciale, intesa a far sì che in sede di discussione regionale sul riordino delle Province, ovvero all’interno della Conferenza permanente Regione — Autonomie locali, incaricata di redigere una bozza con il nuovo assetto, il territorio provinciale non sia considerato “terra di conquista o di annessione”, ma conservi la propria integrità

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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