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Pometon, dipendenti a rischio

Sono settimane di apprensione per i 177 dipendenti di Pometon, la fonderia di Maerne: la proprietà ha annunciato il piano per il 2013, con la riduzione di un terzo della forza lavoro, con un esubero di cinquanta dipendenti. Si partirebbe con un taglio dei turnisti, da novanta a sessanta, mentre ci sarebbe una riduzione del 20 per cento di altro personale, come gli impiegati. Questi sono numeri che si basano su una ripresa di vendita del 10-15 per cento per il prossimo anno. Cgil e Cisl lavorano per prolungare di un anno il contratto di solidarietà, che avrebbe il compito di evitare i licenziamenti e a salvaguardare il posto di lavoro. L’azienda, infatti, sta subendo gli effetti della crisi internazionale. Inoltre, in Italia la produzione di polveri di ferro è meno competitiva rispetto altrove. Da qui le previsioni per l’anno prossimo. Le notizie della fabbrica a pochi passi dalla stazione dei treni, hanno allarmato sia gli ambienti regionali sia quelli comunali. A Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Veneto, è giunta l’eco della questione Pometon. Il rappresentante della Federazione della Sinistra Pietrangelo Pettenò ha chiesto alla giunta di Luca Zaia di farsi carico del problema. “Il governo regionale – avverte – non deve assistere in modo impassibile alla perdita di decine di posti di lavoro. Per la società questi esuberi sono figli della grave crisi internazionale che ha colpito il settore ma i lavoratori, artefici dei successi passi dell’azienda, non sono disponibili a pagare queste scelte che indeboliscono la capacità produttiva dello stabilimento. Sono incettabili queste decisioni che colpiscono i diritti dei lavoratori e gettano sul lastrico molte famiglie. La Regione intervenga e lavori per predisporre un nuovo piano industriale di rilancio”. Ma anche a Martellago, il consigliere del Pdl Paride Costa ha presentato un’interrogazione al sindaco Giovanni Brunello, chiedendo al Comune d’intervenire. “Si organizzi un tavolo di mediazione fra le parti interessate – dice Costa – coinvolgendo, se necessario, sia Provincia sia Regione e fare il possibile per posticipare drastiche soluzioni, in attesa della vicina, e augurabile, ripresa economica. Sappiamo delle difficoltà di Pometon, della sua riorganizzazione ma si deve fare il possibile per preservare e conservare questa realtà”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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