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Tagli alle mense

Non solo sottofinanziamento. In Italia adesso c’è anche la spending review, i tagli della spesa, a cui la sanità pare non essere estranea. Si muovono i sindacati per scongiurare a Mirano e Dolo quelli che potrebbero arrivare a breve nel servizio mensa degli ospedali. Cgil-Filcams e Uil-Tucs esprimono preoccupazione per il destino del servizio ristorazione dell’Ulss 13: “Il servizio che riguarda tutti i pasti forniti ai pazienti ricoverati e ai dipendenti dell’Ulss- spiegano i segretari di categoria Gianfranco Rizzetto e Luigino Boscaro – vedrà una sensibile riduzione della cifra a base d’asta rispetto all’attuale costo, passando da circa 9,5 milioni di euro nel triennio a 7,5 milioni”. Un ribasso che non piace ai sindacati e che come accaduto per altre Ulss, rischia di peggiorare qualità del servizio e portare a un esubero degli addetti. “Tanto per comprendere meglio i numeri – spiegano Rizzetto e Boscaro – la base d’asta passerebbe da un costo della giornata alimentare di 13,24 euro a 9,90 con colazione, pranzo, cena e merenda, richiedendo però un aumento delle grammature per alcuni alimenti e una serie di servizi aggiuntivi, anche di difficile esecuzione, come l’invio delle colazioni a vassoio, con partenza da Dolo per Mirano e Noale. È facile immaginare quali saranno le ripercussioni di una simile sforbiciata dei costi sulla qualità del servizio”. Per Cgil e Uil infatti la situazione peserà sul personale impegnato oggi nell’appalto, ma soprattutto risulterà difficile per chiunque si aggiudichi la gestione rientrare nei canoni di spesa previsti dalla gara: “Sicuramente — spiegano Filcams e Tucs — per quanto riguarda il personale attualmente impegnato nell’appalto, la situazione sarà drammatica perché per rientrare nei canoni di spesa previsti dalla gara chiunque si aggiudicherà la gestione non potrà non tagliare meno del 30 per cento della forza lavoro, in totale circa 25 addetti. Inoltre, quanto previsto in tema di manutenzione degli impianti e sicurezza sul lavoro non è sicuramente all’altezza degli interventi e investimenti da farsi in cucina in termini di macchinari, carrelli, pavimenti eccetera, per garantire la sicurezza di chi vi opera e anche di chi i pasti li consuma, ammalati e dipendenti”. A tutto questo potrebbe sommarsi un ulteriore taglio dovuto alla famigerata spending review che colpisce con una riduzione del 5 per cento tutti gli appalti pubblici: mensa, ristorazione, pulizia, prenotazioni, manutenzioni e quant’altro. “Per questa ragione abbiamo chiesto un incontro al direttore generale Arturo Orsini, che ci auguriamo porti a una revisione complessiva dei termini dell’appalto, evitandoci così lo stato di agitazione preventivo che potrebbe avere ripercussioni anche sui servizi”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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