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Una casa alloggio per disabili

Una casa-alloggio punto di riferimento per i disabili di Noale ma anche del comprensorio. Il progetto “Dopo di noi” presentato ai cittadini nei giorni scorsi potrebbe essere pronto entro la fine del 2013. Troverà posto in zona Capitelmozzo, vicino alle piscine, laddove doveva sorgere il polo tecnologico di Aprilia che poi saltò. Il Consiglio ha cambiato la destinazione d’uso, dove sorgeranno nuove lottizzazioni. All’interno, ci sarà spazio per una struttura in grado di ospitare persone disabili, diventando una casa-alloggio con punto di riferimento l’intero comprensorio. Nelle intenzioni, l’edificio avrà dieci posti di cui due di pronta accoglienza e sarà gestita da una cooperativa, attraverso la stipula di una convenzione. Tramite l’azienda sanitaria, si potrà accedere alle struttura, dove per ciascun disabile, ci sarà un programma di assistenza. Per qualcuno ci potrà essere la permanenza definitiva, per altri temporanea ma sempre in base alle esigenze degli interessati. Il costo è di 500 mila euro e la superficie sarà di 500 metri quadrati, all’interno di un’area verde di 17 mila metri. Attorno sorgeranno case unifamiliari. Nel progetto complessivo, è prevista anche una rotonda di collegamento tra la Noalese e la bretella di via Valsugana e una pista ciclopedonale. Nell’iniziativa c’è lo “zampino” dell’associazione “Genitori de La nostra famiglia”, presieduta da Maurizio Grespan, che ha ideato l’idea della casa-alloggio ancora tre anni fa e portato avanti l’iter del progetto, dove sono coinvolte il Comune e l’Ulss 13. “La nostra proposta – spiega il presidente – è partita da un’analisi dei bisogni della nostra comunità e ci siamo accorti che manca un servizio simile. Pensiamo a una struttura pubblica, inserita nei piani di zona. Inoltre sarà aperta anche alla comunità, con iniziative per tutti”. Noale potrebbe diventare il centro della disabilità del Miranese. “Il ricovero in istituto e l’isolamento dalla società – dice l’assessore ai Servizi sociali Michela Barin – sono purtroppo il destino di molti disabili divenuti adulti che perdono il sostegno e l’appoggio della propria famiglia. L’idea è di creare un nucleo allargato che possa godere di una vera casa dotata di strutture e servizi curati”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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