Home Veneziano Miranese Sud Virus del Nilo, nel miranese è allarme

Virus del Nilo, nel miranese è allarme

Spunta a Mirano il primo caso autoctono in Veneto, cioè contratto nelle nostre zone, di virus del Nilo. Ad ammalarsi è stato un paziente di 61 anni, a scoprirlo il dottor Gennaro di Giovannantonio, medico di base e referente dell’Isde, l’Associazione dei medici per l’ambiente. È suo il primo paziente veneto ad aver contratto il virus, potenzialmente letale, senza aver mai compiuto un viaggio nelle zone a rischio. La provincia di Venezia e il Veneto in generale dunque si confermano zone endemiche, sono cioè un serbatoio virale per questo tipo di malattia. Ovunque scatta l’allarme, anche perché di West Nile Desease, questo il nome dato alla febbre trasmessa da vettori, soprattutto zanzare e zecche, si può morire: è successo l’ultima volta a Treviso lo scorso anno. Fuori pericolo invece il paziente di Mirano, grazie al tempestivo ricovero prima in Medicina, poi al reparto Malattie infettive e tropicali del Ca’ Foncello di Treviso, nodo regionale per casi di questo genere. Il sessantunenne però ha rischiato grosso, l’Ulss 13 ha messo sotto sorveglianza medica i suoi più stretti famigliari e l’abitazione. L’uomo ha accusato all’inizio di agosto febbre alta, anche oltre 40 gradi. In ambulatorio si è presentato dopo giorni di inutili cure domestiche. Nessun altro segno specifico come tosse, mal di gola o problemi gastrointestinali, così Di Giovannantonio ha prescritto una terapia antibiotica a largo spettro. Dopo 4 giorni nessun miglioramento: alla febbre anzi si è aggiunta una debolezza progressiva, con forti dolori alle gambe e agli occhi. A questo punto Di Giovannantonio ha proposto il ricovero: esami clinici hanno portato a individuare la positività del paziente alla Wnd, West Nile Desease, il virus del Nilo. Con una terapia mirata di supporto il paziente è migliorato, uscendo dalla fase critica e venendo dimesso alcuni giorni dopo. Non si è trattato del primo caso di infezione da Wnd, che in Veneto ha già colpito negli anni e mesi scorsi. Si tratta però del primo caso autoctono rilevato nella nostra regione quest’anno. L’allarme sta tutto qui. “In tutti gli altri casi – spiega Di Giovannantonio – la malattia è insorta a seguito di viaggi in zone tropicali. Questo paziente invece, non si è mosso da casa e questo indica la possibilità di contrarre il virus anche qui da noi”. Si tratta di una delle cosiddette malattie da vettori: la Wnd si contrae attraverso la puntura di zanzare del genere “Culex” che, di recente, hanno trovato il loro habitat ideale nel bacino del Mediterraneo, favorite dalla progressiva tropicalizzazione del nostro clima. Gli esperti lanciano un allarme, seppur moderato: “Sono i comuni a doversi muovere per primi: è necessaria un’intensa opera di disinfestazione del territorio, proprio ora che le zanzare sanno di avere i giorni contati prima dell’inverno. Niente di più di quello che si fa già per combattere ad esempio la zanzara tigre, come la disinfestazione puntuale di caditoie e fossati e la distribuzione di pastiglie larvicide ai privati cittadini”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Le più lette