Home Rodigino “Rovigo Expò, perché non viene liquidata?”

“Rovigo Expò, perché non viene liquidata?”

La fiera dedicata al benessere “Mens sana, in corpore sano” ha chiuso i battenti del Censer lo scorso sette ottobre e immediatamente si sono accese le polemiche. A far discutere sono state le scarse presenze che l’iniziativa espositiva ha raccolto a fronte di un investimento importante, 242 mila euro secondo il consigliere regionale del Partito Democratico Graziano Azzalin, partecipato anche dalla Regione Veneto. E proprio alla Giunta di Palazzo Balbi è stata rivolta un’interrogazione con la quale il consigliere ha cercato di ottenere risposte in merito all’’iniziativa, ritenuta dallo stesso fallimentare, e alla partecipazione della spesa da parte della Regione (con 40 mila euro) visto che da tempo è stata annunciata la volontà di cedere il pacchetto di azioni della società polesana. “Mentre da un lato è la Giunta stessa a ribadire in atti ufficiali che Rovigo Expò è un inutile carrozzone — ha spiegato Azzalin in una nota – dall’altro pensa bene di finanziare con 40mila euro la fiera “Mens sana in corpore sano”, costata oltre 240mila euro e svoltasi senza che nessuno se ne accorgesse. Cosa deve ancora succedere e a quanto deve arrivare il debito accumulato dalla Rovigo Expò S.p.a., prima che si proceda alla già prevista messa in liquidazione?”. Tale domanda del consigliere del Partito Democratico sembra motivata dal fatto che con una delibera di Giunta del 14 dicembre 2010 la Regione aveva dato via libera alla cessione delle quote specificando che “qualora tali opzioni di dismissione non si fossero realizzate, si sarebbe dovuto procedere con la messa in liquidazione della società stessa. Il Consiglio Regionale con provvedimento n. 44/2011 ha inoltre dichiarato di ritenere: “non necessaria la partecipazione ai fini istituzionali della Regione autorizzandone la dismissione” e, essendo andato deserto l’esperimento della prima gara, con una delibera approvata il sette agosto scorso la Giunta ha deliberato di indire una nuova gara per la cessione del pacchetto azionario di Rovigo Expò. Il tentativo dalla Regione di uscire dalla partecipazione della società polesana non è l’unico, anche i pacchetti detenuti in College Valmarana, Insula e Sis sono stati messi in vendita due volte, però essendo partecipazioni minoranza non attirano l’attenzione di nessuno. Palazzo Balbi da diverso tempo sta cercando di uscire della galassia delle “partecipate”. In tutto ne ha 21, regolate da ben 9 leggi diverse “dove convivono — come riporta l’agenzia di stampa Asiac — veri colossi, come Veneto strade o Cav, accanto ad enti sonnolenti come appunto Rovigo Expò o Ferrovie Venete, se non in perdita costante e crescente, come Insula. L’operazione di progressivo smarcamento dovrebbe portare inoltre alla fusione delle immobiliari Marco Polo ed Edilizia Canalgrande”. Operazioni dettate dalle perdite delle stesse società e in parte dall’invito della Corte dei Conti ad un maggiore rigore nelle spese. Dal 2008 al 2010 la Regione ha distribuito ben 422 milioni di euro alle partecipate, il ritorno è stato di appena 5 milioni 406 mila euro.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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