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Adriatico, si insiste sulla specificità

Lo scorso 11 ottobre la città ha ospitato la delegazione di parlamentari della Commissione europea della Pesca giunta a Chioggia grazie all’impegno dell’europarlamentare italiano Guido Milana.
Nel corso dell’incontro che si è svolto a Palazzo Grassi i pescatori e le associazioni di categoria del settore hanno esposto le principali problematiche che minano un settore considerato un tempo tra i più redditizi per il nostro territorio.
In primis è stato evidenziato come il regolamento sul Mediterraneo del 2006 ha imposto delle forti limitazioni alla flotta peschereccia come ad esempio la pesca entro le tre miglia dalla costa fino ad arrivare ai limiti imposti alle draghe idrauliche che non consentono di fatto di effettuare la raccolta di cappelonghe. Sono state inoltre mostrate direttamente ai vicepresidenti Guido Milana e Struan Stevensono, Marek Jòsef Gròbarczyk, Dolores Garcia-Hierro Caraballo, Pat The Cope Gallagher, Marek Josef Grobarczyk e Ulrike Rodust le reti utilizzate secondo le norme comunitarie che rendono impossibile la pesca del latterino. All’incontro erano presenti i sindaci di Chioggia e Caorle, Giuseppe Casson e Luciano Striuli, il vicesindaco del comune di Chioggia, Maurizio Salvagno, l’assessore alla Pesca di Porto Tolle, Raffaele Crepaldi, i presidenti nazionali di Agci Agrital Giampaolo Bonfiglio, di Lega Pesca Ettore Iani, di Federcoopesca Gilberto Ferrari con loro rappresentanti locali e le autorità militari.
Dal tavolo di concertazione è emerso che il mare Adriatico ha una sua specificità e si è ipotizzata una “regionalizzazione” delle norme sulla pesca, ovvero attraverso la salvaguardia del prodotto ittico e degli stock attuando una razionalizzazione dello sforzo di pesca a garanzia delle risorse alieutiche marine e lagunari. Un incontro fruttuoso è quello concluso poi a Venezia, ora non resta che attendere per consentire la ripresa di un settore che attende con ansia un segnale di cambiamento.
I commenti. “L’incontro è stato estremamente positivo — commenta il vicesindaco ed assessore alle Attività Produttive, Maurizio Salvagno – I regolamenti dell’Unione Europea a volte penalizzano in maniera pesante il territorio. La normativa Ue sulla pesca è stata ritenuta concordemente inadeguata, con vincoli eccessivamente restrittivi, e sproporzionata alle specificità del mare Adriatico”. Grande soddisfazione è stata espressa anche da Antonio Gottardo di Lega Coop Veneto Pesca “per le aperture da parte dei membri della commissione e della relatrice – spiega Gottardo – al nuovo Fondo per la pesca (feamp) sia al riconoscimento delle specificità dell’Alto Adriatico”. Anche il direttore di Federcoopesca Gilberto Ferrari esprime una grande apprezzamento nei confronti dell’azione che la commissione pesca del parlamento europeo condurrà sull’Adriatico “ impegnandosi a verificare — sostiene Ferrari -l’impatto che le norme del reg. 1967/2006 sul mediterraneo stanno avendo sulle nostre imprese, sui nostri pescatori e sulle tradizioni delle nostre terre”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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