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Convenzione fra 5 Comuni

In osservanza dell’obbligo di legge che impone agli enti locali, inferiori ai 5.000 abitanti, di esercitare in forma associata i propri servizi principali tramite le formule delle unioni o delle convenzioni con altre municipalità, i comuni di Bovolenta, Cartura, Due Carrare, Pernumia e San Pietro Viminario hanno deciso di convenzionarsi tra loro. La prima funzione che i 5 comuni hanno deciso di esercitare in convenzione è quella di Polizia municipale e amministrativa locale, tanto che a tale scopo sarà costituito un apposito ufficio collegiale.
“Il ruolo di ente capofila sarà svolto da Due Carrare — precisa il sindaco di Cartura Massimo Zanardo – ma presso ogni Comune aderente sarà attivo uno sportello con funzioni di front-office e di presidio del territorio, al fine di garantire la presenza nei singoli comuni. Questa convenzione sarà amministrata da un comitato di coordinamento formato dai sindaci o loro delegati, che si turneranno alla presidenza dello stesso comitato”.
A questa prima convenzione ne seguiranno altre 2 entro la fine dell’anno, mentre altre funzioni saranno gestite in forma associata nel 2013. “Perché queste Convenzioni portino risultati positivi, è necessario mettere assieme tra gli stessi comuni tutte le funzioni, al fine di evitare frammentazioni — continua Zanardo – Oltre al rispetto di un obbligo di legge, l’approvazione delle convenzioni potrebbe, fondi permettendo, portare a ricevere degli incentivi economici dalla Regione Veneto per l’avvio delle stesse convenzioni, pari a 10.000 euro per Comune aderente e a ulteriori 2 euro per abitante. Oltre a questo ci potrà essere una compartecipazione delle spese di investimento”.
A detta degli amministratori dei comuni convenzionati, la gestione in forma associata della funzione di polizia locale, oltre a rispettare un obbligo di legge, permetterà di migliorare il servizio di vigilanza del territorio.
“L’obiettivo — spiega Zanardo – è trovare quelle economie di scala che possano permettere di garantire e migliorare il servizio anche a fronte dei continui tagli nei trasferimenti e le continue riduzioni di personale, che i comuni continuano a ricevere. Si è scelto la forma della Convenzione e non dell’Unione in quanto la si ritiene, almeno in una prima fase, una modalità più snella, che non comporta la costituzione di un nuovo ente come è l’Unione e permette, al contempo, di mantenere l’autonomia soprattutto economica dei singoli comuni aderenti. La messa in convenzione delle funzioni è un passaggio obbligato, ma fondamentale, per la stessa sopravvivenza degli enti, che si vedono assegnati sempre più competenze e problematiche da gestire, ma al contempo ricevono sempre meno trasferimenti statali, anzi si vedono costretti ad aumentare le tasse locali per far fronte, da un lato ai minori trasferimenti e dall’altro ai pagamenti dei debiti dello Stato.
Siamo chiamati come amministratori ad un compito sempre più difficile: gestire le risorse comunali, facendo sì che quello che paghiamo a livello locale sia gestito nel miglior modo possibile, al fine di soddisfare le esigenze dei nostri concittadini”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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