Home Rodigino Corso aperto o chiuso? Decideranno i cittadini

Corso aperto o chiuso? Decideranno i cittadini

Un po’ meno di anno fa, il Corso del Popolo era diventato il centro delle proteste di chi si diceva contrario alla sua riapertura al traffico. All’epoca, non mancarono le accese discussioni in Consiglio comunale, le invettive sui giornali mentre sulle strisce pedonali prendeva forma un originale ostruzionismo con gruppi di persone organizzati in ininterrotti attraversamenti per evitare che le auto transitassero sull’arteria cittadina, visto che era da poco stata spesa una considerevole somma per tirarla a nuovo e qualificarla in ragione alla sua ritrovata funzionalità e bellezza. Già allora, pareva essere maggioritario il numero dei contrari alla riapertura al traffico rispetto a chi era favorevole. O comunque i primi sembravano più determinati dei secondi. Per questo la decisione dell’Amministrazione non fu facile, malgrado fosse uno dei punti saldi della campagna elettorale del sindaco Piva. Tuttavia, dopo un periodo di sperimentazione, che a qualcuno deve essere parso come la quadratura del cerchio, il Corso del Popolo fu lasciato percorribile dalle auto dalle 5.30 del mattino alle 17.30 della sera, salvo nei week end. Il plauso all’iniziativa pareva provenire dal popolo degli esercenti che da tempo lamentavano il calo della clientela, salvo poi aggiungere che il vero problema del calo degli scontrini non era, e non lo è tutt’ora, legato al transito degli automezzi ma semmai all’assenza di parcheggi o tutt’al più al fiorire di centri commerciali e outlet non lontani dal capoluogo. Comunque sia le cose, non stanno più in questi termini. A palazzo Nodari ora, l’apertura del corso è tornata “sub judice” con la novità che nel ruolo di “judice” sono stati indicati i cittadini. A molti la nuova decisione del sindaco Bruno Piva è sembrata quella di Pilato con “l’Ecce Homo” del Nuovo Testamento, mostrando in questo caso il Corso flagellato dal traffico. “Assecondare i commercianti è stato un errore — ha commentato — speravo lenisse il loro momento di difficoltà. Sono pronto a tornare sui miei passi se i cittadini lo ritenessero necessario”. E per istituire una consultazione dei cittadini, necessità già sostenuta dal comitato “Diritto alla città” diversi mesi fa, si è messa subito al lavoro la V commissione consiliare. La Commissione, infatti, ha deliberato che per la consultazione attraverso sondaggi o questionari sia necessario la proposta del 2% dei cittadini (la proposta avviene attraverso la raccolta firme) mentre per indire un referendum bisogna arrivare al 5%. In precedenza per entrambi era prevista la soglia del 20%. Lo stesso gruppo di consiglieri dovrà riunirsi nuovamente per definire altri aspetti e modifiche al regolamento ma pare che l’Ordine del giorno che verrà sottoposto al voto del Consiglio conterrà le stesse percentuali riportate. Va detto, inoltre, che nel caso del Corso, pare sarà il referendum la forma di consultazione decisa per ottenere il parere dei rodigini.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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