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Due occasioni di festa all’Irea Morini Pedrina

L’ennesimo capitolo di una lunga storia. Martedì 22 settembre la Fondazione Irea Morini Pedrina Pelà Tono ha avuto due occasioni per far festa: il quarantesimo anniversario di vita e soprattutto l’inaugurazione della nuova sede di via Bressan, nella zona industriale atestina. Qui ora sono ospitate le attività di Irea (che opera in regime di impresa sociale) e di Yges, la cooperativa sociale di tipo B che si occupa di inserimento nel mondo del lavoro di soggetti disabili. Nella nuova ed accogliente sede di via Bressan si trovano ora la segreteria, il laboratorio di graphic design (laboratorio creativo, stampa digitale, legatura manuale, cartonaggio, finishing), quello di cartotecnica e legatoria artigianale, il centro di assemblaggio e confezionamento, ma anche la mensa, il giardino interno, il magazzino e le nuove sale dedicate a lavoro e riunioni. Per tagliare il nastro della nuova struttura sono arrivati anche gli ex presidenti don Giuseppe Maniero e monsignor Danilo Serena, accolti da quello attuale monsignor Luciano Carraro, dal direttore Franco Bissaro, dalle autorità cittadine e dal nunzio apostolico in Israele e Cipro, monsignor Giuseppe Lazzarotto. I testimoni di questo lungo percorso hanno ricordato gli inizi della Fondazione: 40 anni fa si era partiti addirittura dalle scuole differenziali della Restara, oggi scuola “Unità d’Italia”. Arrivò poi la formazione professionale dell’Anffas, associazione composta da un piccolo gruppo di genitori, guidata don Giuseppe Maniero, allora giovane prete del Redentore, e da Giuseppina Pietrogrande Alberti. Nell’ottobre del 1972 la giunta regionale conferma l’autorizzazione per avviare due corsi speciali e poi in novembre ci si trasferisce a Palazzo Capodaglio di viale Fiume. Il resto è storia recente, con la Fondazione che collabora con Yges e che si pone come punto di riferimento dell’intero territorio Estense. Le celebrazioni per i 40 anni della Fondazione sono continuate per una settimana, con il convegno sui servizi per la disabilità in cui sono intervenuti psicologo Mauro Burlina e le formatrici Stefania Porchia e Maristella Zantedeschi, e poi in chiave internazionale gli esperti Giovanni Zonin, Patrick Torre, Brigid Barron e Paula Prada del Rio, assessore al sociale del Comune spagnolo di Santiago di Compostela. C’è stato poi anche spazio al divertimento, con il teatro di strada molto partecipato in piazza Maggiore. Lo spettacolo era composto da una serie di situazioni che si succedevano nei vari angoli di piazza Maggiore, sotto ai portici e in via Matteotti. Il tema comune alle diverse performance era la relazione, elemento vitale per ogni persona, come l’acqua per i pesci. Da qui il nome dello spettacolo “Nessun pesce è fuor d’acqua”. Coinvolto il pubblico in “Re(l)azione a catena” con i palloni danzanti che passavano di mano in mano mentre utenti e operatori dell’Irea distribuivano 600 palline contenenti un messaggio per riflettere sulle relazioni anche a casa. Sul quarantennale commenta il presidente, monsignor Carraro: “L’amore, perché di questo si tratta, ha portato a dare risposte grandi e a volte impensate, che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Il cammino già fatto e l’attenzione verso il “capitale umano” che ci è stato affidato esige una risposta e l’impegno a continuare a dare risposte di serenità”. L’appuntamento, ora, è al compleanno per il mezzo secolo.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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