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Mense scolastiche, avvio turbolento

Ha fatto discutere l’avvio del servizio di refezione scolastica negli istituti che si trovano nei Comuni dell’Unione Medio Brenta, dove qualche meccanismo va di sicuro oliato. Non sono mancate ad inizio anno infatti alcune polemiche e prese di posizione da parte di genitori che lamentavano ritardi e qualche disservizio nella prima fase di avvio. Per la cronaca sono già stati messi in cantiere alcuni aggiustamenti e altri ne seguiranno.
“Il servizio sta entrando a regime, ed è inevitabile, in una prima fase, un periodo di “aggiustamento”. — spiega Roberto Pinton, responsabile dei servizi alla Persona dell’Unione — Se però sento parlare di “lungaggini burocratiche” per quanto riguarda il servizio a Vigodarzere, allora mi corre l’obbligo di precisare che la data d’inizio non è frutto di artifici procedurali, ma è stata esplicitamente concordata con la dirigenza scolastica, dopo che quest’ultima aveva avvisato l’Unione di non essere in grado di disporre prima delle nomine definitive degli insegnanti, con ciò rendendo impossibile l’avvio del servizio mensa”.
In merito alle difficoltà riscontrate nella consegna delle quantità corrette di pasti, Pinton precisa: “Abbiamo riscontrato qualche malfunzionamento nel sistema informatico che regola le prenotazioni, che a quanto pare un giorno non ha registrato le ordinazioni di un’intera classe, ed è questo il motivo per cui sono stati stornati i pasti. Tanto che posso già annunciare che abbiano già avviato la procedura di sostituzione con un nuovo sistema. Una certa confusione è stata determinata dal fatto che l’elenco degli insolventi, ora esclusi dal servizio mensa, è stato comunicato alle scuole il 21 settembre, ma effettivamente registrato da queste ultime soltanto la settimana successiva, il che ha creato qualche disagio nella contabilizzazione del numero di pasti da erogare.
A questo si aggiunga il fatto che alcuni utenti che usufruiscono già del servizio non hanno ancora presentato formalmente la domanda di iscrizione al servizio, con ciò creando ulteriori disagi nel servizio. Voglio anche precisare che ogni giorno viene fornito ad ogni mensa circa il 10% di pasti in più rispetto a quanto effettivamente presente nelle ordinazioni”.
“Insomma — conclude Pinton —, tutto funzionerà a pieno regime, con la collaborazione di tutti. Invito chi ha criticato perfino la temperatura troppo elevata dell’insalata a ricordare che fino a pochi mesi fa molte erano state le proteste perché la verdura cruda veniva servita troppo fredda. Inoltre, ricordo che le grammature indicate dalle linee guida regionali sulla refezione scolastica (che l’Unione è tenuta a rispettare) vanno intese a crudo. Una volta cotti, i cibi reagiscono in modo diverso: la pasta aumenta di peso (che quasi raddoppia), la carne invece perde circa il 40% del peso. Quando si parla di giuste quantità è a queste tabelle che si deve fare riferimento”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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