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No alla soppressione del tribunale

Sono circa dieci anni che la nostra città ha il privilegio di ospitare la cittadella della Giustizia, sede prestigiosa e unica per il numero di presenze annue. Infatti sono circa 10.000 i visitatori tra professionisti, cittadini, forze dell’ordine, avvocati e magistrati che si recano nel luogo deputato a risolvere i conflitti di difficile risoluzione. Ma la nostra città sta assistendo alla perdita di un polo unico per la giustizia e l’inizio di questa triste vicenda avviene con l’emanazione della legge delega dell’allora Ministro Nitto Palma che prevedeva il riordino delle realtà giudiziarie attraverso la “soppressione ovvero la riduzione delle sezioni distaccate, anche mediante accorpamento ai tribunali limitrofi” (convertito in legge n. 148 del 14 settembre 2011).
Quindi in sostanza l’idea di fondo era quella non soltanto di sopprimere, ma di contenere i costi, eventualmente eliminando quelle sedi vetuste o ubicate in posti poco strategici. Un periodo successivamente di stand by ha permesso di intervenire nelle sedi opportune, per ribadire la grave perdita derivante dalla soppressione di una sezione così cruciale per il territorio di Chioggia, Cavarzere e Cona.
Il 31 luglio 2012 la commissione Senato ritiene che non debba essere soppressa la sezione distaccata di Chioggia, previo accorpamento con quella di Dolo, così da raggiungere un numero adeguato di residenti e sopravvenienze, visto anche l’elevato tasso di criminalità, ritenuto quest’ultimo in costante aumento per i furti o lo spaccio. Purtroppo però nonostante il segnale positivo del Senato, il Ministro Severino, in linea con la spending review attuata da Monti, il 13 settembre 2012 ha stabilito di sopprimere le 220 sedi distaccate (tra cui Chioggia), i Giudici di Pace e conseguentemente il giudice di prossimità. Il risparmio, così come annunciato dal ministro, derivante da tale manovra non interessa però il nostro Tribunale, le cui spese di gestione e mantenimento sono completamente a carico del Comune.
Non si comprendono perciò le ragioni di tale disposizione, dal momento che sono troppi i disagi e i costi da sostenere per raggiungere la nuova sede di riferimento. Inoltre Venezia, non ubicata in terraferma, non ha una sede unica e questo comporta di dover spostarsi da un posto all’altro con il conseguente impiego di personale insufficiente come le forze dell’ordine. Inoltre, dato per nulla da sottovalutare, i tempi della giustizia saranno destinati ad allungarsi e non sarà più privilegiato il contatto umano fondamentale per supportare ogni genere di utenza. Un anno di tempo è stato concesso per poter applicare quanto disposto dal Ministro, ma il Comune di Chioggia ha già pubblicamente annunciato di essere disponibile insieme ai sindaci di Cavarzere e Cona, di farsi carico delle spese di gestione per mantenere la sezione distaccata di Chioggia.
Una battaglia che è solo all’inizio, ma che si preannuncia importante per preservare Chioggia dall’isolamento.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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