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Obiettivo metropolitano

Una firma che fa discutere. E’ quella apposta sulla convenzione per la verifica della fattibilità della fusione in un Comune unico. A sottoscriverla i rappresentanti dei Comuni di Padova (214 mila abitanti), Cadoneghe (16 mila) e Vigodarzere (13 mila). Tempistica stretta per la verifica di fattibilità visto che, entro il 15 novembre, Cadoneghe, a cui spetta il ruolo di capofila dell’operazione, dovrà conferire l’incarico e trasmettere alla Regione la richiesta di contributo. Dal canto suo, la Regione — com’è accaduto per altre realtà analoghe – dovrebbe finanziare il 70% della spesa, fissata in 20 mila euro. Nel frattempo Padova ha anticipato 10 mila euro, gli altri soci 5 mila a testa. Grande sostenitore del progetto, per Padova l’assessore Ivo Rossi. “Per arrivare a sottoscrivere il Piano di assetto del territorio intercomunale ci sono voluti 120 incontri e cinque anni di lavoro — ha detto Rossi -. Putroppo questi sono i tempi della politica. Noi vogliamo costruire una città metropolitana di 450 mila abitanti. C’è bisogno di aggregarsi per garantire l’erogazione dei servizi mentre le risorse scarseggiano: basti pensare al differenziale tra l’Imu prevista e l’Imu che incasseremo”.
Schierati sul fronte del sì anche gli altri due sindaci: Mirco Gastaldon per Cadoneghe e Francesco Vezzaro per Vigodarzere. “Rischiamo di perdere la sovranità locale, ma lo facciamo per i nostri cittadini — spiega Gastaldon -: per fare un esempio, sul Gra, le divisioni tra undici Comuni hanno reso impossibile decidere. I vantaggi? Li vedono soprattutto in tema di trasporto pubblico”. “Non è solo uno studio di fattibilità — afferma Vezzaro -. Ogni ente ha confini che non sono sovrapponibili con quelli degli altri. E quindi è necessaria una semplificazione”.
Sull’altro fronte, ossia quello del no, si sono schierati a più riprese, in particolare i gruppi di opposizione consigliare che sottolineano la mancanza di reali vantaggi derivanti dalla fusione per le singole realtà territoriali. Insomma il confronto è aperto più che mai e questo accordo altro non è che un primo passo al quale dovranno seguirne altri.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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