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Oltre un milione di euro alla Saccisica

Settanta milioni di euro. E’ questo il plafond finanziario che la Giunta Regionale ha deciso di trasferire a 230 amministrazioni comunali del Veneto (46 per la Provincia di Padova) interessate al provvedimento del cosiddetto Patto di stabilità verticale, ossia l’accordo che permette ai Comuni virtuosi di allentare i vincoli di finanza pubblica e di mettere mano alle risorse prima bloccate dal patto di stabilità.
Di questi 13 milioni 599 mila euro andranno ai Comuni patavini. Oltre un milione di euro alla Saccisica.
Il Comune che ha ottenuto lo “sblocco” più consistente è Legnaro con 274 mila euro, seguono Piove di Sacco con 260 mila euro e Correzzola con altri 224 mila euro. 211 mila euro quelli che potrà spendere Sant’Angelo, 176 mila Brugine e 168 mila Codevigo.
Una vera e propria boccata d’ossigeno per i comuni del Piovese che si traduce in servizi e pagamenti alle imprese per i crediti che vantano nei confronti degli enti locali.
“In un momento difficile per molte imprese e per diverse famiglie permettiamo agli enti locali di rompere i lacciuoli imposti dal patto di stabilità garantendo loro la possibilità di spendere le risorse che hanno in cassa per assicurare ai veneti i servizi essenziali e in molti casi pagare le nostre imprese — ha spiegato l’assessore regionale al Bilancio e agli Enti locali, Roberto Ciambetti – si tratta di un aiuto concreto per i nostri Comuni che testimonia ancora una volta l’attenzione di questa amministrazione regionale nei confronti del livello di governo più vicino ai cittadini.
Quello che abbiamo messo in campo non è un mero esercizio di aritmetica bancaria, ma l’esempio della concretezza dei veneti”.
“L’ampliamento di spesa — ha ricordato l’assessore — è frutto di un confronto costante con il Governo che inizialmente voleva assegnarci solamente 29 milioni, ma alla fine siamo riusciti a portare a casa un risultato importante soprattutto per i veneti.
E’ il riconoscimento di una virtuosità dei nostri Comuni che hanno i conti a posto e in Veneto più che in altre regioni hanno dimostrato di saper fare i compiti per casa rispettando i voncoli del patto”.
“Il riparto — ha concluso Ciambetti — è stato fatto in accordo con l’Anci accogliendo le istanze che ci sono state presentate. Con questo strumento la Regione rinuncia ad una quota della propria possibilità di spesa per garantire ai Comuni di sforare il patto. È l’esempio concreto di una visione federalista dell’amministrazione, che ci permette di essere vicini ai cittadini e alle imprese in un momento estremamente delicato”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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