Home Veneziano Chioggia Si apre la porta all’ipotesi della “regionalizzazione”

Si apre la porta all’ipotesi della “regionalizzazione”

La visita della delegazione europea della pesca a Venezia e Chioggia dello scorso 11 ottobre sembra avere aperto la porta a un’ipotesi di “regionalizzazione” della pesca in alto Adriatico.
I parlamentari si sono soffermati ad ascoltare i pescatori e le associazioni di categoria del settore, dopo aver realizzato un tour per la città, organizzato in collaborazione con Antonio Gottardo di Lega Pesca, accompagnati dai sindaci di Chioggia e Caorle, Giuseppe Casson e Luciano Striuli, dal vicesindaco di Chioggia, Maurizio Salvagno, dall’assessore alla Pesca di Porto Tolle, Raffaele Crepaldi, dai presidenti nazionali di Agci Agrital Giampaolo Bonfiglio, di Lega Pesca, Ettore Ianì, dal direttore di Federcoopesca Gilberto Ferrari, dall’ammiraglio Tiberio Piattelli, comandante della Capitaneria di porto di Venezia, da Andrea Conte, Comandante della Capitaneria di porto di Chioggia e dai rappresentanti di Guardia di finanza, Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Locale.
I delegati hanno visitato un centro di lavorazione dei molluschi e il mercato ittico, mentre i pescatori di un motopeschereccio hanno mostrato le metodologie, con le reti attualmente utilizzabili, spiegando l’incompatibilità del loro utilizzo nella pesca del latterino (anguela), come prevedono le attuali norme comunitarie.
La prossima programmazione comunitaria di pesca (Feamp) 2014 — 2020 darà molto risalto alla regionalizzazione della materia, intesa come attenzione a un’area di pesca omogenea. Per contro, la politica europea attuale fa riferimento a un’area adriatica (Gsa 17) che va da Trieste a Bari, comprendendo sia la parte poco profonda del nord che quella più pelagica del sud. L’Adriatico inteso dunque in senso puramente “geografico”, non rappresenta una comunanza complessiva di pescato e di modi di pesca.
Nel corso della tavola rotonda, a palazzo Grassi, si è quindi fatta largo l’ipotesi della “regionalizzazione” che in termini più semplici significa riconoscere le peculiarità di un’area omogenea, ma anche salvaguardare il prodotto ittico, razionalizzare lo sforzo di pesca a garanzia delle risorse alieutiche marine e lagunari.
“La presenza eccezionale in pochi mesi di due delegazioni europee è la prova dell’attenzione e del lavoro incessante dell’amministrazione su temi importanti per il territorio, quali il porto e la pesca — ha spiegato il sindaco Giuseppe Casson — Le indicazioni ricevute dall’Europa, che inizia ad impegnarsi per tenere nel debito conto le specificità dell’alto Adriatico e delle sue caratteristiche, è una notizia di straordinaria importanza. Il percorso iniziato troverà continuità a Bruxelles. La delegazione della commissione europea della Pesca si è infatti impegnata a riceverci in audizione, assieme al sindaco di Caorle, per verificare lo stato dell’arte e le prospettive future del settore”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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