Home Rodigino Delta Anello delle Alpi, ciclabile tra Polesine ed Europa

Anello delle Alpi, ciclabile tra Polesine ed Europa

Dalle Alpi al Delta del Po, 1600 chilometri di pista ciclabile collegheranno l’Italia con Germania, Francia, Austria, Svizzera. Si tratta del grande progetto ciclabile denominato Anello delle Alpi, che da Chioggia a Rosolina a Cavarzere passerà per Lendinara, Badia Polesine, Legnago, Verona e su verso le Alpi. In corrispondenza di Adria sarà realizzato un percorso ciclabile sulle rive del Canalbianco che potrà essere abbinato al percorso navale e fluviale. Costo complessivo del progetto: oltre un milione di euro, grazie al finanziamento europeo di cui sono stati finanziati 615mila euro per il primo stralcio, 1,5 milioni per il secondo su un costo complessivo di 2,5 milioni mentre per il terzo 523mila euro su un costo complessivo di 902mila. Al progetto ha partecipato anche la Fondazione Cariparo intervenuta cofinanziandolo per una percentuale pari al 50% della quota a carico dei singoli comuni coinvolti. Stando alle dichiarazioni degli enti interessati, il progetto definitivo dovrebbe chiudersi entro il 2014. Per quanto riguarda il Polesine, la pista ciclabile correrà lungo la destra Adige, coinvolgendo Badia, Lendinara, Lusia, Rovigo e San Martino di Venezze mentre l’Ente Parco del Delta su questa opportunità sta pensando ad un progetto di bike-sharing. Per quanto riguarda Consvipo, che vi partecipa in prima linea, essendo l’ente appaltante, il presidente Angelo Zanellato si dichiara molto soddisfatto per l’assetto del territorio Polesano in merito alle di vie d’acqua, in quanto possono essere sfruttati sia per trasporti che come vere e proprie opportunità turistiche. “Esistono una serie di lobby sui trasporti. Basti pensare all’asta fluviale del Canalbianco. L’idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco-Po di Levante è completamente navigabile e offre numerose opportunità per la navigazione da diporto e per il turismo in Polesine. Si collega inoltre alla linea navigabile Po-Brondolo che dalla laguna di Chioggia permette di raggiungere Venezia. Occorre a mio avviso ripensare ai progetti di logistica finora fatti, dopo che la portualità di Venezia è stata messa in discussione. A Venezia sono arcinoti i problemi di inquinamento che gravitano sulla città per cui si sta ripensando di spostare lo scalo a Chioggia, sull’asta del Porto di Brondolo e su Porto Levante per lo scarico di merci e l’approdo turisti, per cui le grosse navi invece di attraccare a Venezia potrebbero passare per Chioggia e i turisti essere trasportati a Venezia tramite imbarcazioni più piccoli e battelli. L’Expo 2015 sarà uno strumento di lancio per la concretizzazione del trasporto di mezzi e turismo a sud del Canalbianco, per rilanciare le possibili aree per le nuove opportunità, a fronte dell’esigenza di un turismo diffuso. Si tratta di realizzare il porto off-shore in un luogo dove le merci e il turista abbiano più opzioni di visita sull’Adriatico”. Sul ruolo di Consvipo dopo il taglio della Provincia di Rovigo, Zanellato spiega: ”Il Consorzio vive di cofinanziamento dei soci, in particolare della provincia di Rovigo, per cui può risultare un’importante carta da giocare per unire persone, idee e progetti. Il consorzio è un soggetto che tiene unite realtà diverse in vista di una provincia più vasta per proseguire le attività finora svolte, che spaziano dalla pesca ai trasporti, alla logistica, alle telecomunicazioni, infrastrutture, dalla banda larga alle imprese ai privati”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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