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Natale di rabbia per i commercianti

I lavori di Piazza Garibaldi, la seconda piazza della città, hanno creato ulteriori tensioni tra associazioni di categoria dei commercianti e l’Amministrazione comunale. Aspra la polemica, a causa dell’inizio dei lavori, programmati poco prima di Natale. L’Amministrazione, infatti, difende la necessità di intervenire con un restyling alla piazza che ospita diversi edifici prestigiosi, tra i quali l’edificio della camera di commercio e il teatro sociale, ma anche i commercianti difendono la loro causa visto che sullo spazio cittadino affacciano diverse attività che rischierebbero di venire penalizzate dai cantieri proprio nel periodo più atteso dai negozianti. I lavori, dal costo di circa un milione di euro, in larga parte finanziati dalla Fondazione Cariparo, non avranno una mera funzione di valorizzazione estetica bensì permetteranno il rifacimento degli impianti fognari oltre a una serie di lavori di manutenzione dello spazio teatrale; il tutto dovrebbe durare circa un anno. L’utilità è indubbia; gli stessi commercianti hanno ribadito la necessità di sistemare la piazza perché i loro clienti, anziché guardare le vetrine, devono stare attenti a non inciampare a causa del manto stradale dissestato. La polemica, dunque, non riguarda il cosa, ma il quando. Ascom, Cna, Confartigianato, Confesercenti, Unindustria, Upa Casartigiani, ignorati, avevano chiesto che i lavori slittassero a gennaio. Pur di salvare il periodo natalizio, i commercianti di piazza Garibaldi si erano detti disponibili a chiudere le attività per dieci giorni a febbraio, per permettere ai cantieri di lavorare; questa la proposta di Elena Grandi, presidente comunale Ascom, rimasta inascoltata. Ciò che probabilmente ha ancor più infastidito i commercianti, ä l’aver subito una scelta subita non condivisa; decisa senza permetter loro una pianificazione che evitasse, o limitasse, i disagi e le ricadute negative sui guadagni (ad esempio riducendo il campionario di dicembre). Ad agosto, infatti, Zangirolami assicurava che si sarebbe impegnato personalmente per avviare un confronto sulle modalità di gestione del cantiere, cercando di raggiungere il maggior equilibrio tra le necessità del cantiere e quelle di chi lavora e vive in piazza Garibaldi. Lo stesso assessore, infatti, ha dichiarato di aver portato a conoscenza della Giunta le richieste dei commercianti ma di non esser riuscito a ottenere slittamenti, perché gli impegni con le aziende erano già stati presi. Duri il sindaco Bruno Piva e Aniello Piscopo, assessore ai lavori pubblici. Il primo ha accusato i commercianti di esser sempre sul piede di guerra e di rischiare di costringere il comune all’immobilismo; il secondo, dall’alto del mandato popolare, ricorda di esser l’unico titolato a prendere delle decisioni. Su come sono attualmente i rapporti tra associazioni di categoria e amministrazione comunale, non ä dato sapere.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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