Home Riviera del Brenta Riviera Ovest Rischio idraulico, resta ancora la paura

Rischio idraulico, resta ancora la paura

26 e 27 settembre 2007, novembre 2010, date che resteranno per sempre impresse nella memoria di molti cittadini della Riviera del Brenta. L’enorme quantità d’acqua caduta in quei giorni di cinque e due anni fa, ha messo a nudo tutta la fragilità del sistema idrogeologico del territorio rivierasco, causando le esondazioni del Brenta e del Bacchiglione, con danni ingenti a colture, abitazioni, strade, edifici pubblici. E tanta paura tra la gente. E anche quest’anno la paura è stata tanta a ottobre e novembre, anche se la conseguenze sono state meno evidenti. Fenomeni meteorologici violenti si sono ripetuti anche di recente, trovando impreparata un’area dall’inestimabile patrimonio storico-ambientalistico che però è ancora oggi una zona da bollino rosso per quanto riguarda il rischio idraulico, soprattutto a causa dell’eccessiva cementificazione ma anche per reti fognarie e canali di scolo che andrebbero riammodernati e resi più efficienti. E allora, come si sono mossi negli ultimi tempi i Comuni della Riviera del Brenta per la salvaguardia del territorio? Per quanto riguarda la Riviera Ovest l’adozione di un Piano delle Acque è stato il primo importante passo per dotarsi di uno strumento utile a definire le criticità dei collettori consortili e delle reti di fognatura bianca. Tra i primi ad adottarlo sono stati i Comuni di Fiesso d’Artico e Fossò: “proprio quest’anno, in collaborazione con il Consorzio Bacchiglione-Brenta, abbiamo completato gli interventi previsti dal Piano delle Acque — spiega il sindaco di Fossò Federica Boscaro — per prevenire il rischio legato alle precipitazioni intense. Purtroppo non abbiamo né risorse né titolo per interventi più strutturati, cosa che invece spetta alla Regione Veneto, che dovrebbe capire che è necessario attivarsi in tempi celeri per tutelare i beni e le persone che nel nostro territorio sono in serio pericolo”. Anche il Comune di Dolo ha completato le tappe, nel 2011: “Abbiamo mappato la rete scolante di tutto il territorio comunale — ha fatto sapere l’assessore all’Ambiente Alessandro Ovizach —. Il Piano delle Acque dovrà però essere utilizzato, aggiornato e integrato costantemente, dato che territorio e ambiente, così come gli stessi eventi meteorici, cambiano con una velocità sempre maggiore”. Sulla stessa linea il Comune di Stra: “Siamo in dirittura d’arrivo — spiega il responsabile del settore lavori Pubblici e Ambiente Stefano Negrato —. Abbiamo adottato il Piano e, dopo le osservazioni, lo invieremo ai Consorzi di Bonifica per avere la versione finale, che servirà anche a orientare il Piano degli Interventi stabilendo le priorità. Oltre al Piano delle Acque rimane però indispensabile la collaborazione dei cittadini nel tenere puliti fossi e canalette di loro competenza”. Tra gli altri Comuni dell’area, Pianiga ha già redatto il Piano, mentre è in fase di approvazione quello di Vigonovo. Questo è il massimo che possono fare i singoli Comuni. Per mitigare le ondate di piena del Brenta e del Bacchiglione serve però di più, e qui i sindaci sono concordi: bisogna completare l’Idrovia Padova—Venezia, come da molto tempo predica l’ingegnere Luigi D’Alpaos, ordinario di Idraulica all’Università di Padova. L’Idrovia, già realizzata per il 65% del totale negli anni ‘70-’80, se venisse portata alla classe V scongiurerebbe con i suoi 400 metri cubi al secondo di portata, le esondazioni del Brenta e del Bacchiglione, a cui si collega tramite il Piovego e canale Scaricatore, ridimensionando di conseguenza il rischio allagamenti. “Da tempo – spiega il sindaco di Vigonovo Damiano Zecchinato – il nostro Comune è tra i più accaniti sostenitori del completamento dell’Idrovia Padova-Venezia. Dobbiamo però attendere ancora una volta i tempi della Regione, che ha commissionato uno studio di fattibilità e ora sembra lo stia valutando. Quello che è certo è che bisogna fare presto, altrimenti i nostri sforzi serviranno a poco”. E qui i sindaci chiamano in causa la necessità di un percorso congiunto e concertato tra Regione Veneto-Genio Civile, Provincia di Venezia, Consorzi di Bonifica, Ulss 13, Veritas, Protezione Civile e Comuni.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Le più lette