Home Rodigino Il futuro dell’Ulss 18 nelle schede ospedaliere

Il futuro dell’Ulss 18 nelle schede ospedaliere

Il Servizio Sanitario Nazionale, pur con limiti e malfunzionamenti innegabili, rimane sostanzialmente uno dei migliori al mondo per qualità dell’offerta erogata e copertura universale del servizio. Questo è innegabile, e infatti sia l’ex premier Mario Monti che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo hanno ricordato di recente nei loro discorsi. Il primo però sottolineando che il sistema potrebbe essere a rischio, “se non si individuano nuove modalità di finanziamento”, il secondo invitando ad andare cauti con i “tagli”, in modo da non mortificare la funzione della Sanità e i diritti cittadini”. Ciò che è avvenuto con la spendig rewiew, però, pare non aver tenuto conto delle parole del Capo del Quirinale. “Sono 269 i posti letto tagliati in Polesine — spiega Vanni Borsetto – dalla conversione in legge sulla revisione della spesa pubblica”. E potrebbe non essere finita qui, lascia intendere il consigliere comunale del Partito democratico mostrandosi preoccupato per il contenuto delle schede ospedaliere che in Regione stanno per essere elaborate a compendio del Piano socio sanitario. Sulla questione più esplicito è stato il consigliere regionale dello stesso partito Graziano Azzalin. “Le schede ospedaliere, a quanto pare — ha spiegato – sarebbero già pronte. Le indiscrezioni trapelate parlano di reparti ridimensionati, chiusura di importanti specialità, come neurochirurgia, chirurgia cardiovascolare e addirittura proprio medicina nucleare, che vorrebbe dire mettere in ginocchio il sistema polesano”. Insomma le preoccupazione dei due esponenti del centro sinistra paiono essere concrete. “Capisco che la sanità, succhiando quasi l’80% del bilancio regionale ed occupando a vario titolo 60.000 persone — ha specificato Borsetto – scateni appetiti notevoli soprattutto quando occorre stabilire a chi tocchino o meno tagli, chiusure, dismissioni e accorpamenti di reparto, apertura prèsidi di medicina territoriale, ecc. ma sulla salute non possono gravare giochetti politici da vigilia elettorale. Mi sembra opportuno che in queste condizioni la politica polesana faccia uno sforzo riunendosi attorno ad un tavolo a brevisssimo tempo, prima che si manifesti il peggio”. Chi getta acqua sul fuoco acceso dal Pd sul futuro della sanità in Polesine, è invece il consigliere regionale della Lega, Cristiano Corazzari, assicurando che nulla al momento è stato deciso a Palazzo Balbi e che tuttavia nel caso dovessero esserci sostanziali modifiche queste non potranno essere intraprese se non dopo un confronto con il territorio. “Nulla è ancora stato deciso — ribadisce l’esponente leghista — e in ogni caso si tratta di scelte sulle quali dovrà esserci piena condivisione. Inoltre, reparti come quello di neurochirurgia rappresentano per la sanità del Polesine un’eccellenza che non deve essere messa in discussione e per la quale siamo pronti a dare battaglia. Così come dovrà essere tutelata l’operatività di strutture come l’ospedale di Trecenta e di Adria”.
“Ricordo infine — conclude Corazzari — che l’ospedale di Rovigo dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per tutta la zona del basso Veneto. Il Piano socio-sanitario della Regione non può che recepire e riconoscere le peculirità della nostra popolazione, in gran parte anziana, e del nostro territorio con bassa densità abitativa. Su questo ho avuto piene conferme da parte dell’assessore Coletto, il quale si è giù espresso in merito: non vi potranno quindi essere tagli indiscriminati che non siano condivisi dal territorio con il coinvolgimento degli operatori del settore”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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