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L’ospedale va difeso

E’ arrivato il nuovo direttore generale dell’Ulss13 Gino Gumirato, ma a Noale si è concentrati su quale sarà il futuro del nosocomio cittadino che per anni è stato un vanto della città. A promuovere la struttura è stato direttamente il primo cittadino Michele Celeghin, per il quale i reparti di eccellenza con Lungodegenza, Fisioterapia e Medicina dello sport sono un fiore all’occhiello per tutti. Diventando “ospedale di comunità” quello di Noale si trasformerebbe in una struttura residenziale o semiresidenziale in grado di garantire un’assistenza sanitaria di breve durata. Andrebbe a servire quei pazienti che, pur non avendo patologie acute, non possono essere assistiti in casa in modo adeguato. Se dagli attuali tre primariati e con ottantadue posti letto si passerà, a zero apicalità e altrettanti posti letto nel 2015 ci sarebbero altri due anni pieni con la situazione attuale. Per il Consiglio comunale di Noale l’ipotesi di ospedale di comunità è valida e per questo è stata votata all’unanimità. Una soluzione ottima per i prossimi anni, ma in futuro non ci sarebbero posti letto. E per il parlamentino della città dei Tempesta, dovrebbe affiancarsi all’Unità territoriale per l’assistenza primaria (Utap) e la riabilitazione. Il sindaco di Noale è chiaro, e afferma di aver già scritto una lettera alla Regione, dove viene chiesto di valutare, per Noale, l’ipotesi dell’ospedale di comunità e di avere, anche in via sperimentale, la riabilitazione del San Camillo del Lido. Questo, perché metà del monoblocco del Pier Fortunato Calvi di Noale, è inutilizzato e c’è da completare il quarto piano. Sarebbe un bel risultato se si ottenesse. In generale comunque, tornando alle schede ospedaliere per l’Ulss 10 e anche l’Ulss 13 si prevede un presidio ospedaliero unico” in due sedi: a Dolo l’attività medica e riabilitativa, a Mirano l’attività medica e chirurgica. Rivoluzione in vista per l’Ostetricia. La direzione del reparto materno-infantile sarà a Dolo. Per altri due anni i bambini continueranno a nascere a Mirano. Entro, e non oltre l’anno 2015, l’attività ostetrica, deve essere svolta esclusivamente nell’ospedale di Dolo. Alla voce Noale l’indicazione più drastica: dismesso.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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