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La difesa degli uffici postali continua

Ufficio postale di San Pietro, non tutto è perduto. Quanto meno la questione rimane in piedi, nonostante la chiusura, alla fine dello scorso anno. Anzi è stata approvata in consiglio regionale lo scorso 27 dicembre una mozione contro la chiusura nei piccoli comuni.
“La minoranza – commenta il sindaco Henri Tommasi – ha sfruttato questo tema in modo strumentale, addossando all’amministrazione di Cavarzere responsabilità che non erano di sua competenza. Quello erogato dalle Poste non è un servizio reso dal Comune di Cavarzere e tuttavia, fin da quando si è manifestato il problema, ci siamo attivati per scongiurare la chiusura degli uffici di San Pietro e quello di Rottanova, anch’esso a rischio”.
Il primo cittadino ricorda gli incontri avuti con i sindacati e quindi con i vertici di Poste italiane ai quali aveva strappato l’impegno di verificare, nell’ottica della generale riorganizzazione, se vi fossero i margini per mantenere i due uffici, magari attivando nuovi servizi in convenzione col Comune.
“Mi presentai a Mestre – ricorda Tommasi – con le firme raccolte a San Pietro e Rottanova nelle petizioni per il “salvataggio” delle due sedi, spiegando che un’eventuale chiusura avrebbe comportato un grave disagio alla cittadinanza. Mi fu manifestata una certa disponibilità. Dopo l’incontro inviai anche una raccomandata per ribadire l’impegno assunto, ma venti giorni dopo l’incontro chiusero la sede di San Pietro, senza fornire alcuna motivazione e preavviso”.
“Non mi arrendo – prosegue il sindaco -, grazie alla disponibilità di alcuni consiglieri regionali che si sono fatti carico di questo disagio che del resto non interessa solo il comune di Cavarzere, la questione è stata portata in Regione.
Il 27 dicembre scorso è stata approvata una mozione nella quale si chiedeva di verificare se le sedi per le quali era stata decisa da Poste Italiane la chiusura fossero effettivamente antieconomiche e se vi sono i margini per attivare, grazie al concorso dei Comuni e l’ausilio della Regione, altri servizi in modo da rendere più “competitivi” i piccoli uffici postali nei comuni minori”.
“Da parte nostra – afferma Tommasi – c’è tutta la disponibilità verso Poste italiane affinché riattivi la sede di San Pietro: l’immobile dove si trova l’ufficio è di proprietà del Comune e non abbiamo chiesto un affitto, anzi ci siamo detti disponibili a farci carico, nonostante la situazione di difficoltà economica contingente, dei consumi delle utenze”.
“Non so proprio cosa dovessi fare in più – conclude il primo cittadino rispondendo alle critiche dell’opposizione -. Del resto chi mi ha preceduto come sindaco sa bene che la chiusura dei servizi è un tema dolente col quale prima o poi tutti siamo chiamati a confrontarci. Mi permetto di ricordare proprio i servizi che vennero chiusi a San Pietro sotto la sua amministrazione: le scuole, la farmacia e, già allora, l’annuncio della chiusura dell’Ufficio postale. Cosa dire poi della chiusura del nostro ospedale, la cui difesa a oltranza fu, a suo tempo, il cavallo di battaglia della campagna elettorale dell’ex sindaco? E allora chiudere servizi non era una procedura diffusa come lo è, ahimè, oggi. Erano altri tempi… Non capisco nemmeno le critiche del consigliere provinciale Dalla Tor che accusa me di non far nulla per le Poste di San Pietro e poi proprio a Cavarzere chiude il Centro per l’Impiego, che è un servizio della Provincia!
Il fatto è che di fronte a queste difficoltà tutti dovremmo essere più uniti per essere più forti nel ribadire il nostro no e le nostre motivazioni. Ma questioni di mera convenienza politica spesso prevalgono facendo perdere di vista ciò che è nell’interesse della cittadinanza”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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