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Orti biologici, c’è il corso

Autoproduzione di cibo sano nel rispetto della biodiversità e della stagionalità, rafforzamento del proprio legame con il territorio, con la sua storia e la sua tipicità, conoscenza di sapienze e buone pratiche che possono anche arrivare a un’integrazione del reddito familiare. In tempo di crisi la coltivazione di un proprio orto familiare, tanto più se condotta in modo biologico, aumenta il suo fascino. A Vigodarzere, su iniziativa del Comune, sta per partire un corso che si propone appunto di insegnare a tutti i partecipanti tecniche e conoscenze per ottenere un bell’orto nel giardino di casa o sul terrazzo. Si è tenuto un primo incontro tra gli aspiranti orticoltori biologici di Vigodarzere e l’assessore alle Politiche per la Famiglia Lisa Zanovello in Sala Brenta per la presentazione del corso tenuto da Silvia Ferro, dell’associazione DiversamenteBio.
Il corso è rivolto a residenti, neofiti e appassionati, singoli o famiglie che vogliano avviare o convertire un orto famigliare per l’autoproduzione con metodo di agricoltura biologica. Sono previsti 3 incontri di teoria e 3 incontri di pratica, preceduti dalla presentazione di domani ai potenziali iscritti e seguiti da un incontro di verifica dei risultati con assaggio o valutazione delle produzioni avviate. È prevista anche la partecipazione a un’uscita guidata a un’azienda agricola.
La sede degli Orti Biologici Familiari non è ancora stata ufficialmente decisa dall’amministrazione comunale, anche se il progetto è già stato annunciato qualche mese fa al Consiglio di frazione di Saletto, designando l’area recintata di circa 10 mila mq di via Dittadi. Anche il Regolamento deve essere ancora approvato. La frequenza del corso darà punteggio per l’assegnazione dei lotti. “Perché orti biologici a Vigodarzere? Perché molte famiglie sono sensibili ai temi della corretta e sana alimentazione, — spiega l’assessore Zanovello – e purtroppo spesso solo ciò che si coltiva con le proprie mani dà l’assoluta certezza di non essere stato trattato o manipolato. Perché il sapore di un frutto o di una verdura appena raccolti non possono essere paragonati a quelli dei supermercati. Perché la vicinanza con la natura ha in sé un elevatissimo potenziale educativo e formativo (anche nel nostro asilo nido comunale è presente da qualche tempo un orto per i più piccoli).
Perché l’orto può essere un momento di socializzazione fra generazioni diverse, nonni, genitori, nipoti. Perché può rappresentare per tante famiglie un’integrazione al reddito e le eccedenze possono essere eventualmente distribuite a chi ha più bisogno. Perché infine “c’è di mezzo la terra” tra noi e un vivere più lento e più umano, che vorremmo provare a recuperare anche qui a Vigodarzere. Questo è in fondo il vero tesoro che possiamo trovare nel nostro orto”.
In quasi tutte le grandi città italiane sta prendendo piede questa nuova forma di aggregazione popolare chiamata orto urbano. L’orto urbano è un luogo pubblico in cui si coltiva, insieme, è uno spazio di aggregazione, di scambio, di confronto e di condivisione. E’ finalizzato dunque non solo alla produzione e scambio di prodotti ma anche a favorire un nuovo modo di stare insieme e di condividere un’attività senz’altro utile, specie in questi frangenti.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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