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Ospedale rimesso a nuovo in un anno

“Noi siamo quelli che mantengono le promesse”. E’ con orgoglio e commozione che il direttore generale dell’Ulss 14 Giuseppe Dal Ben apre le porte alla cittadinanza e alle istituzioni del rinnovato ospedale di Chioggia. Ora si presenta così come era stato promesso soltanto un anno prima, secondo l’ambizioso progetto di rivisitazione che ha interessato la riqualificazione dell’area esterna, i parcheggi e la viabilità, l’ingresso e la riorganizzazione dell’atrio, la ristrutturazione della Radiologia e la rivisitazione – dopo il nuovo servizio di Fisiatria al sesto piano – del quinto piano con la rinnovata Geriatria e del quarto piano di Medicina “da consegnare – spiega Dal Ben – al suo primario, Bariga”.
Il 21 dicembre, a dispetto di quello che sostenevano i Maya, è stata dunque una bella giornata per la città che ha festeggiato l’inaugurazione del nuovo nosocomio. La prima novità riguarda proprio il nome che consente all’ospedale cittadino, dopo 50 anni, di assumere una più definita identità. Si è deciso, con unanime approvazione, di chiamarlo Ospedale della Madonna della Navicella, una intitolazione che vuole essere un omaggio ad una delle più importanti tradizioni di culto religioso locale.
Numerose e compiaciute autorità erano presenti alla tradizionale cerimonia del taglio del nastro. C’era il sindaco Giuseppe Casson, la collega di Cona Anna Berto, i due consiglieri regionali “chioggiotti” Lucio Tiozzo e Carlo Alberto Tesserin, l’assessore provinciale Lucio Gianni e il Vescovo, monsignor Adriano Tessarollo.
A fare gli onori di casa il direttore Dal Ben che, ridotti al minimo i convenevoli, si è piuttosto soffermato a descrivere il risultato di tanto e concitato lavoro.
Il nuovo assetto dell’ospedale è visibile fin dall’ingresso, con un bel portale concepito in chiave marinaresca. “Due vele si uniscono a formare il nuovo portale d’ingresso – spiega il dg – una tipica delle tradizionali imbarcazioni chioggiotte, una da windsurf, unite da un arco che vuole significare quell’incontro tra storia e modernità che contraddistingue la vocazione turistica della città”. Se l’arco ricorda le vele di un’imbarcazione, la portineria è il suo scafo, si tratta di un edificio di 30 metri quadrati, opera architettonica di pregio dalle forme avveniristiche, dotata di una copertura ad arco in acciaio e vetro. Funzionale ed efficace la strutturazione dell’accesso che divide il percorso pedonale coperto da quello più imponente riservato ai mezzi pesanti. Fin dall’ingresso nell’atrio si avverte la sensazione di essere in un ambiente ampio e confortevole, soprattutto se il riferimento è alla situazione precedente.
“E’ stata ripensata tutta la filosofia d’approccio, – spiega ancora Dal Ben – nel rispetto di quelli che per noi sono i presupposti essenziali dell’accoglienza: il rispetto della persona, la volontà, esplicitata in un percorso chiaro e razionale, di saperne ascoltare le esigenze e condurla agevolmente alle strutture”.
L’area dell’atrio è stata raddoppiata e dotata di un bancone con hostess dedicate all’accoglienza; il direttore preannuncia poi in questi spazi il trasferimento dell’Ufficio relazione col pubblico, ora in Villa Verde e di associazioni di volontariato, cui saranno dedicati due appositi ambiti.
L’accesso alla struttura opedaliera è stato riorganizzato con tre percorsi dedicati per raggiungere in maniera separata i reparti, la Radiologia e l’area Cup-cassa.
“E’ stata rinnovata l’area Cup-cassa – prosegue Dal Ben – con una sala d’attesa degna di questo nome”. L’area Cup-casse, ampliata, è stata concepita in modo innovativo per permettere agli utenti di dialogare direttamente – senza vetri e sportelli tradizionali ma nel rispetto della privacy – con gli operatori.
E’ stata rifatta l’area di Radiologia, con la ristrutturazione dei 900 metri quadrati già esistenti, l’ampliamento di altri 265 metri quadri, e il rinnovamento della tecnologia.
“Abbiamo continuato e continueremo a lavorare sulla mitica area ovest – conclude il suo excursus il direttore generale -. Abbiamo completato il quinto piano affidato al promario di Geriatria e da ultima la ristrutturazione del reparto di Medicina al quarto piano”.
Con la ristrutturazione ciascun reparto misura circa 560 metri quadrati e comprende venti degenze. In ciascuna stanza, tutte climatizzate e provviste dei servizi igienici, vi sono uno o due posti letto. I locali sono stati rinnovati nei colori e negli arredi per garantire un miglior comfort. Nel reparto, oltre agli ambulatori medici, è stato ricavato uno spazio per la sala riunioni. In ogni piano nella sala d’attesa c’è la reception con personale dedicato per l’accoglienza dei pazienti e dei visitatori.
“Siamo a metà del lavoro complessivo – sono le parole di chiusura di Dal Ben – che ci vede impegnati, attraverso interventi che riguardano i “muri”, le nomine dei primari e l’adeguamento tecnologico, alla realizzazione di un ospedale di base che sia in grado di offrire un servizio efficace, nel rispetto della persona e della sua privacy, alle esigenze e alle richieste di un bacino di utenti che conta 50mila abitanti a Chioggia insieme con i 20mila di Cona e Cavarzere”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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