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Tares, annunciato un nuovo salasso

Ecoambiente gestirà la discarica di Villadose e la nuova tariffa rifiuti Tares. Lo hanno deciso i soci dell’azienda pubblica, ossia i sindaci polesani, in una riunione che si è tenuta alla metà del mese scorso. Ecoambiente, nata dalla fusione di Asm ambiente ed Ecogest, è rimasta totalmente pubblica dopo che lo scorso luglio la Corte Costituzionale ha dichiarato definitivamente nullo l’articolo 4 della legge con la quale il Governo Berlusconi aveva stabilito l’obbligo della gestione dei servizi in forma partecipata tra pubblico e privato.
Per molti amministratori locali si è trattato di una buona notizia ma nella fattispecie di Ecoambiente si tratta di gestire da sola una discreta somma di danaro, circa 20 milioni di euro di contributi regionali per la realizzazione della discarica di Taglietto 1, di cui avrà anche la gestione. Inoltre, nelle mani della società pubblica rimarrà anche la Tares che entrerà in vigore ad aprile al posto della Tia e della Tarsu ma intanto sono le polemiche tra i cittadini a tenere banco. A preoccupare sono gli annunciati rincari. Infatti, che si pagherà di più lo hanno detto in tanti e lo ha ribadito anche la Cgia di Mestre sulla scorta dei dati elaborati dall’Ufficio Studi.
“La nuova tariffa sui rifiuti, che farà il suo ingresso ufficiale il primo aprile, sarà maggiore rispetto a quelle del passato perché destinata a finanziare anche i “servizi indivisibili” quali l’illuminazione pubblica e la manutenzione delle strade. In particolare la Tares costerà agli italiani almeno 2 miliardi di euro in più (precisamente 1,9 miliardi di euro) e il gettito complessivo a carico dei contribuenti sarà di almeno 8 miliardi.
La stima è stata calcolata sottraendo dalle spese assunte dalle stesse Amministrazioni comunali per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti (7 miliardi di euro) le entrate derivanti dall’applicazione della Tarsu o della Tia (6,1 miliardi di euro). La differenza tra i due importi dà luogo a 0,9 miliardi di euro.
A questa cifra va aggiunto 1 miliardo di euro circa che viene ottenuto con l’applicazione della maggiorazione di 30 centesimi a metro quadrato prevista dalla Tares a carico del titolare dell’immobile. Questo miliardo è stato stimato dalla Relazione tecnica allegata al decreto legge “Salva Italia” del 2011.
“La Tares – ricorda la sigla – è destinata a finanziare anche i servizi comunali di cui beneficia l’intera collettività ma per i quali non è possibile effettuare una suddivisione in base all’effettiva percentuale di utilizzo individuale, come appunto illuminazione pubblica e manutenzione stradale.
Per assicurare la copertura di questi servizi i Comuni dovranno applicare con la Tares un costo aggiuntivo a carico del contribuente di 30 centesimi a metro quadrato che potrà essere innalzato fino a 40 centesimi.
Negli ultimi 10 anni la spesa media per le famiglie italiane è cresciuta del 60,9%. Se nel 2002 spendevamo 124 euro nel 2012 l’importo medio ha toccato i 327 euro.
Ora con la Tares la situazione è destinata a peggiorare.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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