Home Padovano Conselvano “Restituite anche l’acconto”

“Restituite anche l’acconto”

Ormai sono passati quasi due anni e mezzo dall’alluvione eppure la partita dei rimborsi non si è ancora chiusa. Anzi, proprio nelle settimane in cui famiglie e imprese si aspettavano i saldi sono arrivare le “sorprese”. Sottoforma di lettere raccomandante, con le quali si comunica l’ammontare della cifra riconosciuta, spesso addirittura inferiore all’acconto già versato, così gli interessati si trovano a dover mettere mano al portafoglio e restituire quanto non sono riusciti a dimostrare di aver speso. Una situazione particolarmente pesante è quella di Bovolenta, dove su almeno una trentina tra famiglie e imprese alluvionate dovrebbero restituire parte dell’acconto. Alla prova dei fatti il risarcimento riconosciuto a imprese e privati sarà di gran lunga inferiore al 75 per cento di cui si è parlato dal novembre 2010 in poi perché i limiti imposti dal prezziario e dalle ordinanze permettono di recuperare solo una parte delle spese sostenute. A Bovolenta è scoppiata la bufera dopo l’arrivo delle raccomandate con le quali il Comune chiede la restituzione dell’acconto. Ora famiglie e imprese si sono organizzate per un’azione legale. Nel momento in cui è stato versato l’acconto le regole non erano chiare e questo ha creato confusione. “Con le ordinanze successive – spiega Luciano Giacometti, del comitato alluvionati – il Commissario ha fissato i prezziari e le norme per i rimborsi, le quali però hanno escluso molti cittadini dalla possibilità di poter recuperare buona parte dei danni. Inoltre c’erano famiglie che non potevano certo anticipare somme ingenti”. Gli esempi non mancano: un residente in via Padova ha presentato fatture per 150 mila euro perché ha dovuto rifare la casa rimasta sott’acqua per sei giorni. Applicando i criteri del Commissario gli è stato accertato un danno di 70 mila euro e riconosciuto un contributo di 36 mila euro, il 25 per cento circa della spesa sostenuta. Un residente in via Macello aveva dichiarato danni per 23 mila euro, ma gli è stato riconosciuto un contributo di 2.800 euro, quindi dovrà restituire oltre 4.300 euro. Spicca poi il caso di un signore che deve restituire i 109 euro ricevuti dalla scuola di Anguillara, perché anche le donazioni sono finite nel conteggio dei contributo ricevuto e quando si supera il tetto anche quei soldi vanno restituiti. Secondo gli alluvionati invece i comuni non si stanno comportando tutti allo stesso modo, creando confusione. Il loro appello è stato raccolto e amplificato anche da Moreno Morello, che ha dedicato un servizio al caso. Secondo il sindaco, invece, non si poteva agire diversamente. “Ci sono casi di famiglie spiega che devono restituire l’intero acconto perché non hanno presentato neanche una fattura. – spiega Vittorio Meneghello – La gente non può pensare di poter tenersi il denaro che non gli spetta. L’acconto era stato versato in tempi brevi proprio per permettere di pagare i lavori e gli acquisti di mobili ed elettrodomestici. Diverso il discorso delle donazioni, anche secondo me quel denaro doveva restare a chi l’aveva ricevuto, ma da Venezia hanno deciso in maniera diversa e quando si supera il tetto massimo previsto anche quei soldi devono essere restituiti”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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