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Al Governo l’Imu della Centrale

Da almeno un decennio la Centrale Enel di Polesine Camerini è in cima agli argomenti di discussione di inizio anno, quando si stilano propositi e programmi. Il 2013 non ha riservato eccezioni, con il tema della riconversione a carbone che sarà ancora al centro del dibattito verso le elezioni comunali.
Il Comune però oltre ai programmi di inizio anno deve fare anche i conti per i dodici mesi a venire e pare che a causa della Legge di Stabilità 2013 (quella che una volta si chiama Finanziaria) questi siano destinati a non tornare, complice proprio la posizione della Centrale. A metterci lo zampino c’è lei, l’Imu, l’ormai famigerata imposta sugli immobili varata dal governo di Mario Monti: infatti tra le disposizioni della legge è previsto che il gettito derivante dagli immobili a uso produttivo (appartenenti alla categoria catastale D) finisca nella case dello Stato e non in quelle del Comune, fatta eccezione per una piccolissima parte. Questo mancato introito è destinato a causare un buco di circa 4,5 milioni di euro a cui l’amministrazione dovrà far fronte in sede di bilancio.
Una prospettiva che allarma non poco i rappresentanti della politica locale, indistintamente dal colore politico. “Si tratta di un buco gravissimo per il nostro bilancio — ha osservato il capogruppo di minoranza Mirco Mancin – visto che stiamo parlando di ulteriori minori introiti per milioni e milioni di euro, con conseguenze negative ed inevitabili per i servizi offerti alla cittadinanza, destinati purtroppo, se non si trovano rapide alternative, a diminuire in maniera drastica. È inimmaginabile pensare di tagliare 4,5 milioni di euro sui circa 19 totali del bilancio comunale.
Riteniamo che questa scelta governativa porti come conseguenza immediata l’affossamento definitivo di ogni nostra legittima speranza di crescita e sia una penalizzazione ai danni di un territorio che per anni si è messo al servizio del sistema Italia ospitando, con tutti i pro e i contro, questo imponente complesso industriale”. La scelta è stata avallata a suo tempo anche dall’Anci (Associaziona Nazionale Comuni Italiani), istituzione a cui il sindaco Silvano Finotti intende rivolgersi per provare a trovare un compromesso: “Secondo l’accordo ai Comuni rimaneva l’Imu ‘normale’ e lo Stato in cambio si è presa quella dei fabbricati del gruppo D. Ho già anticipato che sarà mia cura chiedere all’Anci una riunione del comitato dei Comuni sedi di centrali elettriche”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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