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Fondo solidale per l’Imu

Nella difficile condizione economica generale, infatti, per gli italiani la scadenza dell’Imu ha seriamente inciso senza alcun dubbio sulle tredicesime, e di conseguenza sui consumi. Tutti questi dati vengono ampiamente confermati dall Cgia di Mestre che riscontra un calo netto delle transazioni commerciali, tanto da far riportare il nostro belpaese agli anni ’70.
Ma la tassa sui beni immobili, in particolare le tanto amate prime case, nel comune di Vigonza, intacca un po’ di meno gli stipendi, rispetto a quelli del resto della provincia di Padova.
Con l’approvazione del regolamento comunale relativo all’Imu, Vigonza si è confermata come il Comune con le aliquote più basse di tutto il territorio padovano: 3,7 per mille, quella che riguarda l’abitazione principale, il l’7,6 per mille quella per l’abitazione non principale.
L’obiettivo è quello, non facile, di mantenere basse le aliquote che più incidono sulle economie familiari dei cittadini.
Procedendo sulla stessa linea, al regolamento Imu si affianca l’assenza dell’addizionale comunale Irpef sulle buste paga dei lavoratori. “Un risultato importante, insieme a quello relativo alle aliquote Imu, dal punto di vista tributario — spiega l’amministrazione comunale —. Questi obiettivi sono stati raggiunti grazie ad una costante e continua attenzione al sistema tributario locale e ad un buono stato di salute del bilancio comunale”.
Si sa molto bene infatti come la tassa più odiosa per gli italiani sia riuscita a mettere k.o. molte famiglie italiane, che oggi si trovano incapaci di pagare una nuova pesante tassa sul proprio bene di rifugio, ovvero la prima casa, costata il più delle volte non solo tanti bei soldini ma tanti sacrifici.
L’amministrazione vigontina ha deciso inoltre di istituire un fondo di solidarietà per chi non riesce a saldare la tassa in questione. Sono stati stanziati, infatti, più di 20.000 euro per aiutare i cittadini in difficoltà.
I cinque requisiti richiesti per concorrere all’assegnazione dei contributi sono: essere possessori diretti solo della prima casa ed eventuale garage, avere un reddito familiare Isee non superiore a 14.000 euro annui; aver pagato l’imposta municipale; la presenza di un minore con necessità di assistenza continua; la presenza di un componente con invalidità riconosciuta superiore al 74%, cieco o sordo.
Inoltre a seconda della situazione privata di ogni nucleo familiare sono state previste delle detrazioni da applicare all’importo totale dell’Imu, che vanno dai 50 euro fino ad arrivare ai 400.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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