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Iat, servizio da mantenere e rispensare

Momento di crisi per i punti di informazione turistica. Se nel 2012 il materiale informativo da distribuire agli utenti è stato stampato solo grazie al finanziamento del Consorzio di promozione ConChioggiaSì, già quest’anno si rischia di poter fornire solo materiale a pagamento. Un pessimo biglietto da visita per la città che deve far pagare al turista anche una semplice piantina. Allo stesso modo, sempre lo scorso anno il Gruppo turismo Chioggia si era accollato le spese per riportare il decoro nella sede Iat del Lungomare sovrastata dalle erbacce.
Ad accendere i riflettori sulla situazione dei punti di informazione e accoglienza turistica è il presidente del Consorzio Marco Boscolo Camiletto insieme ai rappresentanti del GtC, che sollecitano l’amministrazione a un’azione di sostegno per mantenere aperti e funzionali questi uffici, vero biglietto da visita della città. “E’ chiaro che non possiamo permetterci di perdere uno strumento di accoglienza fondamentale per una città turistica -, spiega Camiletto, – qui il problema non è solo tenere aperti gli uffici, ma rivedere il servizio in chiave continuativa, efficace e con costi minori di gestione. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma di certo devono intervenire anche le amministrazioni pubbliche. Penso ad esempio alla Provincia con la concessione gratuita dei locali e al Comune che potrebbe reinvestire in questo una parte degli introiti della tassa di soggiorno”.
Insomma solo una sinergia tra istituzioni pubbliche e categorie turistiche potrebbe migliorare la situazione.
L’argomento è stato anche oggetto di discussione a fine gennaio in un incontro tra l’assessore regionale al Turismo Marino Finozzi e i presidenti dei consorzi di promozione del Veneto. “Il disegno di legge regionale 170 -, spiega Camiletto, – prevede proprio un’evoluzione dei punti di informazione, nell’ottica della commercializzazione dei prodotti e del marketing. Il comprensorio di Chioggia potrebbe dimostrarsi all’avanguardia creando appunto una sinergia tra enti pubblici e operatori turistici per trasformare questo servizio in un canale di promozione importante per la città”.
L’idea di GtC è di unire le professionalità del consorzio, disponibilità delle categorie e risorse pubbliche per rendere funzionali i punti Iat. “E’ vero che nell’epoca degli smartphone tutto è cambiato -, osserva il presidente di ConChioggiaSì, – ma non è ammissibile che ad un turista che arriva in città non si dia un’accoglienza degna di questo nome o che non si possa indicare la direzione per un albergo o per un ristorante utilizzando una piantina perché non ce ne sono”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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