Home Veneziano Miranese Sud Piarottolegno, futuro incerto

Piarottolegno, futuro incerto

Riesplode la vertenza Piarottolegno, lavoratori in sciopero per tre giorni, poi la mobilitazione rientra grazie alla mediazione del Comune e alla sottoscrizione di un nuovo accordo. Ma la situazione resta tesa attorno alla nota azienda di pannelli in legno di via Noalese. A fare esplodere l’agitazione tra i 130 lavoratori impiegati e far scattare immediato lo sciopero, è stata la sparizione di un macchinario dai capannoni salesi in un finesettimana: una scorniciatrice funzionante fino a venerdì, introvabile il lunedì al rientro al lavoro. Subito i lavoratori hanno deciso di incrociare le braccia. Le Rsu dell’azienda denunciano la totale mancanza di preavviso: “Non erano questi gli accordi” denunciano Filca-Cisl e Fillea-Cgil, che ricordano come a dicembre l’agitazione fosse stata sospesa dopo la promessa da parte dell’azienda dell’arrivo nell’arco di sei mesi del nuovo macchinario denominato Wiening, che avrebbe portato con se investimenti e un riposizionamento sul mercato. “Fino a quel momento – denunciano i sindacati – non doveva essere toccato nulla dell’attuale impianto produttivo”. In un comunicato sindacati e Rsu definiscono “scorretto” il comportamento dell’azienda: “Un modo di operare fuori dalla logica delle discussioni fatte finora, che avevano l’obiettivo di rilanciare l’azienda con investimenti nel sito di Santa Maria di Sala”. Subito convocato un faccia a faccia in municipio, di fronte al sindaco Nicola Fragomeni e a una sessantina di dipendenti. Sottoscritto un accordo che impegna la proprietà a non dismettere altri macchinari senza prima essersi consultata con le rappresentanze sindacali. L’azienda ha tuttavia spiegato che, al di là dell’errore comunicativo, la vendita del vecchio impianto ha tutte le ragioni d’essere: “Delle quattro macchine presenti in azienda – ha spiegato il rappresentante della proprietà Daniele Martinis – ne funzionano a regime mediamente due, da ormai 4 anni”. Di fatto dunque l’alienazione della scorniciatrice non modifica i livelli produttivi. Ma per Filca-Cisl e Fillea-Cgil è un campanello d’allarme: “Se l’obiettivo è riposizionarsi sul mercato con competitività – affermano Gianni Pasian, Filca-Cisl e Francesco Adrisani, Fillea-Cgil – due macchinari potrebbero non bastare più in presenza di futuri, auspicabili picchi produttivi”. Per l’arrivo del Wiening invece tutto congelato: l’investimento non sembra dare tutte le garanzie sperate dunque investimenti a rischio. Filca-Cisl e Fillea-Cgil hanno ottenuto la conferma degli incontri periodici concordati a dicembre: il prossimo è a febbraio, cioè a questo mese.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Le più lette