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Revamping storia infinita

La telenovela sul progetto del Revamping sembra non avere fine. Mentre l’Italcementi manda in cassa integrazione 70 lavoratori dell’impianto monselicense, arriva la sentenza del Consiglio di Stato che ribalta le decisioni precedenti. Insomma, si al Revamping. Ma ormai sembra troppo tardi: il colosso del cemento ha annunciato la cassa integrazione di 24 mesi per 669 dipendenti in tutta Italia. “La sentenza del Consiglio di Stato che accoglie la posizione di Italcementi dimostra che il revamping non solo è legittimo ma contribuisce a migliorare le condizioni ambientali — ha commentato il sindaco Francesco Lunghi -, aveva sempre sostenuto il contrario. Questa ragione però rischia di arrivare fuori tempo massimo perché Italcementi ha già spostato l’investimento a Rezzato.
Io spero che si possa tornare indietro, ma certo stiamo vivendo una situazione paradossale: tutti gli enti preposti al rilascio delle autorizzazioni hanno sempre dato parere favorevole. Un parere che era perfettamente legittimo: tutto questo è stato vanificato dalla terribile azione di questa tenaglia che non mi stancherò mai di chiama tale, composta da ambientalisti e magistratura. Alla fine il nostro territorio rischia di tenersi solo le macerie e la responsabilità è tutta e solo di chi ha generato questi ritardi”. Rincara la dose Gianni Mamprin, vice sindaco. “Chi rifonderà ora la città ed i dipendenti di Italcementi che sono stati privati di una grandissima opportunità di crescita? – si chiede Mamprin – Queste cose accadono solo in Italia Chi ha causato tutto questo dovrebbe essere chiamato a risponderne. A questo punto non è escluso che si possa valutare la possibilità di dare vita ad una class action nei confronti di chi ha causato tutto questo”.
Secondo il segretario cittadino del Partto Democratico, i Comuni di Este e Baone hanno presentato un ricorso del tutto legittimo. “E’ arrivato il momento di rilanciare un accordo di programma per lo sviluppo del territorio — ha affermato Pierluigi Giaccarello – La tensione che si respira da mesi in città su questo tema, soprattutto a causa della crisi economica, non porta nulla di buono.
Non si chiedano inutili passi indietro ma si faccia tutti insieme qualche passo in avanti affinché lavoratori, cittadini e buona politica si avvicinino fra loro. Certamente non aiutano le dichiarazioni irresponsabili del Sindaco di Monselice Lunghi e del suo vice Mamprin che propongono una class action. Va favorito da tutti gli attori coinvolti un programma di rilancio del territorio su basi nuove, che prenda atto della realtà e che tuteli lavoro, ambiente e salute del territorio. Gli strumenti ci sono.
Invito nuovamente chi governa questa città a facilitare un accordo di programma per il rilancio economico del territorio coinvolgendo Provincia, Regione, Ente Parco, associazioni imprenditoriali, di categoria e rappresentanti dei lavoratori”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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